A cinque anni da Wincing the Night Away, tornano gli Shins – o meglio – torna James Mercer con nuovi compagni d’avventura (tra cui Jessica Dobson, mirabile chitarrista che si è fatta le ossa collaborando con Beck, e Joe Plummer dei Modest Mouse). Quelli di prima, a detta dell’ormai ex batterista Jesse Sandoval, sono stati “licenziati” da Mercer, il quale però (parandosi i fondelli in corner) ha dichiarato di voler semplicemente sperimentare con nuove persone, e che non è detto che non torni a lavorare con “quelli di prima” in un prossimo futuro. Polemica spenta sul nascere, insomma: Mercer resta sempre il buon uomo-peluche che chiunque vorrebbe tenere sul comodino, anche in questo disco, il quarto del progetto Shins.
Nella convinzione che tutti, prima o poi, tiriamo le cuoia… Port of Morrow è in realtà il nome di un’irrilevante località nell’Oregon, ma Mercer, da bravo ragazzo sensibile, ci ha letto il famoso ‘porto sicuro’ di senechiana memoria, cioè la tomba. E ha pensato bene di usarlo come titolo di un disco e di una canzone, l’ultima, che in effetti è un po’ oscura, ma soprattutto… è davvero James che ne canta le strofe?!