Il 2012 ci regala il piacevole ritorno di Steven Ellison (Flying Lotus). Ne ha fatta parecchia di strada il ragazzo che voleva volare (vedi il nome d’arte Flying Lotus) da quando lo notò la Warp Records.
Cresciuto a pane, Madlib e IDM, nel 2008, aveva stupito tutti con Los Angeles, album cult degli anni ‘00, nel quale confluivano proprio hip hop, elementi glitch, techno, ambient e parecchie altre cose. Era la sua personale via di fuga dall’ IDM più classica. L’hanno chiamata musica wonky, una scappatoia che attraversa più generi senza rinunciare all’ aspetto “ragionato” della braindance. Roba per le meningi, da apprezzare e valutare nel lungo periodo proprio perchè trae la sua forza dalla cura di quei dettagli che giungono all’orecchio dopo svariati ascolti e che non tutti sono in grado di cogliere. Sarà per una questione di dettagli o di pigrizia ma Cosmogramma (il seguito di Los Angeles) non è riuscito ad entusiasmarmi particolarmente. Troppa sperimentazione, troppa “carne sul fuoco”, la sensazione che FlyLo avesse osato troppo e un periodo d’ apprezzamento che da lungo diventava lunghissimo. Until The Quiet Comes compie, in questo senso, un passo indietro.
Quando il ragazzone di Los Angeles controlla i suoi istinti prog-psych il risultato è garantito. Until The Quiet Comes ne è la dimostrazione. Un album “digeribile” ma allo stesso tempo ricercato, mai banale. Cosa volere di più da un disco del genere?