Il palco al Lanificio è semplice e lineare, uno spazio che si concentra ed abbraccia i musicisti senza elementi di distrazione. Batteria al centro e tastiere sulla destra, l’apertura è affidata agli Operaja Criminale che hanno eseguito i brani più noti del loro Roma, guanti e Argento. Saranno poi loro stessi ad accompagnare Marina Rei musicalmente nella sua esibizione.
Si comincia con un leggero, doveroso, ritardo. E quando finalmente arriva sul palco, l’atmosfera diventa elettrica. I primi brani li suona anche lei, immancabile, alla batteria: un carisma che trascina il pubblico già di per sé in visibilio. L’attitudine rock che sprigiona con i suoi gesti, il calore di una voce protesa sempre verso l’alto eppure così macchiata da timbriche soul: un live che supera le aspettative, e che nonostante l’affluenza ha mantenuto la parvenza di un appuntamento intimo, quasi una serata fra amici.
Setlist: Un viaggio fra passato e presente, una miscellanea dei migliori brani di Marina Rei. E mi parli di te (scritta da Capovilla, assente per motivi privati) e L’errore, piuttosto che Fammi entrare e La parte migliore di me. Una scelta giusta, per regalare al pubblico l’esperienza di un live completo con i brani più identificativi di quest’artista, grande musicista, nonché meravigliosa interprete poliedrica di ogni suo singolo pezzo.
Conclusioni: Una serata adrenalinica, nella quale si sono ben alternati momenti di intimità a momenti più spinti, folli, ed energici. Bella l’alchimia su palco fra Marina Rei e gli Operaja Criminale, e si percepiva anche il loro divertimento nel suonare live. Una serata che dovrebbe ripetersi, quanto meno per le sensazioni regalate ai presenti.