Bisceglie, provincia del profondo Sud. Carolina
Lei:
Ricerca nuove sonorità nel vento, nel nome del Padre, nei canili e nei negozi di articoli per casalinghi
Parole dirette, graffianti, crude, oneste, quelle che compongono il suo esordio KLOTHO. Un grinta che l’artista sa maneggiare e conglomerare magnificamente attraverso l’uso di voce e chitarra acustica. A Carolina piacerebbe essere un incrocio fra Iggy Pop e Leopardi, e forse la sua musica ne è la conseguenza diretta: attitudine alla ribellione e romanticismo.
La partenza è da K.O tecnico. Come una PJ Harvey
Uno normale si aspetta che faccia freddo a natale / uno normale si spacca le mani per lavorare / cosa dire / cosa fare / quando lo aspetti e non lo vedi arrivare / sarebbe più semplice mandare tutto a puttane / ma uno normale non lo può fare
Si fa domande Carolina, forse scomode, quelle domande che tutti abbiamo dentro ma forse accantoniamo volutamente nel nostro inconscio “Casa Mia“. Cerca di svegliare col sogno, cantando al chiaro di una luna muta e spietata “Vorrei Che Tu (Sentissi Questa Canzone E Capissi che Sto Parlando Con Te“. Poi alza nuovamente i toni, le chitarre si fanno taglienti, aprendo la strada come un bulldozer alle liriche di “Ci Stanno Uccidendo“, capaci di portare alla mente le esperienze di quelle punk band – non è peregrina l’associazione ai Peggio Punx
Un disco inaspettato, ispirato, “Rock” come vorremmo che il rock si esprimesse oggi come ieri. Grinta, Passione, e pensiero.
[schema type=”review” name=”Carolina Da Siena – KLOTHO” author=”Alessandro Rossi” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]