| Acquista: | Data di Uscita: | Etichetta: | Sito: | Voto: (da 1 a 5) |
| 16 giugno 2017 | republic records | Lorde.co.nz | ![]() |
Meglio essere chiari fin dal principio: se hai vent’anni, sei americana, hai i genitori ricchi e ti piace indossare coroncine di fiori, allora quest’anno non hai potuto perderti l’esibizione di Lorde al Bonnaroo – per i nati prima del ’95, si tratta di un evento musicale che si tiene tutti gli anni nel Tennessee e che ha raggiunto livelli di hype impressionanti.
Descrivere uno stereotipo così forte ci serve a incorniciare socialmente, e non solo, “Melodrama”, il secondo album di Ella Marija Lani Yelich-O’Connor. Sì, perché Lorde incarna alla perfezione l’artista da festival hipster, tutto Instagram stories e social. Nel frattempo però tira fuori un album che è una bomba pop. Un album semplice e completo, coerente per un’artista di 20 anni, e sorprendentemente modesto se consideriamo il successo avuto con il precedente “Pure Heroine”.
La materia trattata è ovviamente l’amore, e la nostra neozelandese lo affronta in tutte le sue forme, con l’ingenuità di chi è alle prime armi sull’argomento. Non si nasconde dietro presunzioni frivole e noiose, Lorde fa pop e lo fa bene. Dal punto di vista musicale è un album di tutto rispetto, solido come il cemento armato, moderno e cantato benissimo. Le interpretazioni, infatti, sono fenomenali.
Il tono risulta sempre evocativo: sia nei beat un po’ tamarri o sul pianoforte da ballata – in “Writer In the Dark” siamo ai livelli di Kate Bush.
Ricco di sonorità disco anni ‘80/’90, sulla falsariga della ricostituzione del pop in chiave vintage, Lorde interpreta gli stati d’animo nevrotici e lunatici di un adolescente. Rispetto alle sue colleghe, si distanzia da quell’aura da prodotto discografico tout court, rimanendo semplicemente un’ottima interprete.
Del resto, che sia capace di gestire il successo e la sua carriera in modo maturo è evidente; lo avevano capito anche i geniali autori di “South Park” quando l’hanno immaginata come alter ego del padre di Stan, suscitando reazioni divertite da parte della protagonista.
Dare il giusto peso alle cose è un’attitudine necessaria per fare pop di successo e Lorde sa come farlo.
“Melodrama”, potrà piacere o meno ma nel suo genere è un passo avanti alla concorrenza. Puro e onesto. Se avete figli che hanno voglia di vederla in concerto potete mandarceli serenamente.







