In lingua inglese, “real estate”, significa pressappoco “beni immobili”: per sineddoche, volendo, settore immobiliare. Affittuari d’una mansarda in condominio psych-rock, coinquilini degli Animal Collective e vicini di stanza dei Grizzly Bear, dopo l’esordio omonimo (preceduto dall’ep “Reality”) ed una (real) estate passata a studiare il soft-rock dei Sessanta in vista degli esami di riparazione a settembre dal prof. Springsteen (Bruce, come i nostri, figlio del Jersey), il quartetto fresco di firma con la Domino Records, torna a far gola alla stampa indie-specializzata d’oltremanica, dando alle stampe in ottobre il nuovo lavoro “Days”.
Menestrelli di poche parole, cani suburbani di docile indole, i Real Estate procedono in una radical(chic) esplorazione dell’America pop-rock delle origini, un po’ come i Low Anthem fecero in territorio blues-rock.