Personalmente da uno capace di elettrificare una coca-cola, mi aspetto sempre qualcosa di incredibile. Invece oggi il buon Jack, giunto alla prima prova solista, decide di fare il punto della situazione componendo un’opera che altro non è se non la summa delle sue esperienze. Abbandonata la batteria della burrosa Meg (White Stripes), il ruggito da pantera nera della splendida Alison (Dead Weather) ed il supporto cantautorale dell’amico Brendan Benson (Raconteurs), il nostro propone qui il materiale registrato durante il suo recente percorso fatto di collaborazioni illustri (Tom Jones, Insane Clown Posse etc), materiale che a detta sua solo ora poteva essere pubblicato.
Un disco a due velocità questo Blunderbuss, capace in un sol colpo di farti rivivere tutta l’epopea White, ma anche di fiaccarsi sul finale. Era lecito aspettarsi qualcosa di più di un mero riassunto?
Dati gli standard e le variabili dimostrate nella collaborazione con Danger Mouse (Rome), forse si.