A noi di Rocklab racconta i 10 cd che stanno girando nel suo lettore in questi giorni e che magari lo ispirano proprio mentre crea i suoi personaggi “Burtoniani”.
Se siete a Milano, ricordate che giovedì 25 ottobre inaugura la sua nuova mostra personale dal titolo LOST CONTROL alla GALLERIA FEDERICO LUGER in via Circo, avrete tempo fino al 22 dicembre.
Ascoltare questo disco è come essere trasportato indietro negli anni magici del post punk.
Preso a New York pochi giorni dopo il lancio, mi fece da colonna sonora per i successivi venti giorni passati nella grande mela cercando tra i negozi dell’east village un vestito vintage in stile Interpol da usare per il mio matrimonio.
Anch’io sono tra quelli famosi e non famosi, musicisti e non musicisti che dicono che gli Arcade Fire sono ora la più grande band sulla faccia della terra.
Uno degli ultimi acquisti, non potevo non averlo originale e ormai mi sembrava assurdo e anacronistico continuare ad ascoltare, in macchina, il cd masterizzato o, in studio, la musicassetta maxell con i disegnini e i titoli scritti a mano.
Justin Vernon mi piace. È strano, fa una musica cantautoriale, folk, senza particolare originalità, ma non so come spiegarmelo, mi piace molto, c’è qualcosa che non riesco ancora ad afferrare, qualcosa di affascinante, un’alchimia, un ingrediente segreto forse.
Li metto dopo gli Arcade Fire. Negli utimi anni ho acquistato pochissimi cd (ascolto molto in streaming). I loro anche per regalarli.
Ecco una vera Rockstar in gonna che non canta come una Bjork con l’influenza. Potente.
Dopo il concerto di Villafranca li ho rimessi in playlist.
Lonely Boy è trascinante. È la più richiesta dai miei bimbi. Altro che Zecchino d’oro e Il caffè della peppina. Qui si balla!
La prima traccia parte bene, ma poi si trasforma e sembra di sentire la colonna sonora di una pellicola mattone da Oscar; nella seconda (Madness) ritorna George Michael (con Faith!); la terza mette sul palco Prince; la quarta, ecco i redivivi Queen; la quinta pure; poi gli U2 (ascoltate Big Freeze), Radiohead (Explorers), Foo Fighters, John Williams o Alex North andando di sinfonie. Mi chiedo: ce la faranno prima o poi ad essere Muse i Muse o continueranno ad imitare altri? Perché bisogna dirglielo, i Flaming Lips lo fanno già, ma come progetto. Chi è del tutto originale oggi giorno, però, scagli la prima pietra. Nessuno? Chiamiamoli “eccentrici” dunque. Divertente.
Le opere d’arte non si possono spiegare. Evocativo.