Recensioni

Ben Frost – A U R O R A

Ben Frost – A U R O R A

Una musica a tratti spaventosa, avvolgente ed incontaminata come la foresta, violenta come l’occhio del ciclone, sintetica ma capace di rievocare spontaneamente la ferocia di un disastro naturale, uno scontro tra zolle terrestri, un’onda anomala. Supera la dance, la noise, è fusione di ritmi tribali e forme di vita bioluminescenti, grande della collaborazione di artisti del calibro di Thor Harris (SWANS), Greg Fox (ex-Liturgy) e Shahzad Ismaily.

Il Pan del Diavolo – Folkrockaboom

Il Pan del Diavolo – Folkrockaboom

Tra tex-mex, roots, bluegrass e blues, Folkrockaboom è il marchio di fabbrica più consapevole de Il Pan del Diavolo: musica di frontiera alla ricerca del sud, dell’ignoto che attrae chi non può restare, chi ha il fuoco sacro del cammino nelle gambe, chi ha bisogno di spingersi oltre.

Pierpaolo Capovilla – Obtorto Collo

Pierpaolo Capovilla – Obtorto Collo

Il risultato è una serie di composizioni scarne, in cui tutto esiste per un motivo ben preciso, in cui contano anche, o forse soprattutto, i silenzi. Non mancano momenti di più ampio respiro, a coronamento di una discreta varietà sonora, frutto di una combinazione stilistica inusuale: dall’elettronica minimale al cantautorato francese, con un ponderato ricorso al coro.

Hercules & Love Affair – The Feast of the Broken Heart

Hercules & Love Affair – The Feast of the Broken Heart

Antony Hegarty, Nomi Ruiz, Kele Okereke e oggi anche John Grant. Una girandola di cantanti per un collettivo in moto perpetuo, con tutti i pro e i contro di tanto ruotare. Gli ospiti portano oggi più che mai la propria sessualità discussa, i timbri non comuni, le loro personali battaglie. Oggi, siamo finalmente giunti al marchio distintivo per il team di Andrew Butler: l’anima, il cuore e la strategia degli Hercules & Love Affair.

The  Amazing Snakeheads –  Amphetamine Ballads

The Amazing Snakeheads – Amphetamine Ballads

Amphetamine Ballads è un album impregnato di fumo e liquori, con un sound che sembra prendere vita dalla notte stessa e dai suoi sotterranei più nascosti, quelli consumati dalla vita e dalla dannazione dei sentimenti. Tenebre e inferno, adrenalina e furore, rabbia semplice, urlata, lacerata e squallida che sa di pathos e perdizione.

Uma – Uma

Uma – Uma

Un suono, capace di galleggiare morbidamente sopra turbolenti elettro-cardiogrammi Pop, ed al contempo mantenere quel piglio avant-garde sperimentale, che profuma di meritato snobismo. Una palma nel silenzio post-atomico, proprio come nella splendida copertina.

Tiny Ruins – Brightly Painted One

Tiny Ruins – Brightly Painted One

“Brightly Painted One” è un disco che non colpisce immediatamente, se non altro per la mancanza da un lato di melodie catchy, dall’altro di svolte impreviste o deviazioni sperimentali. Ciò nonostante la sensazione che ne ricaviamo alla lunga è quella di un insieme convincente di acquarelli malinconici e seducenti, in alcuni casi assolutamente sublimi.

Brian Eno & Karl Hyde – Someday World

Brian Eno & Karl Hyde – Someday World

Fruire dell’arte significa comprenderne la complessità, distinguerne i livelli, coglierne la bellezza, gioire. Esteticamente, questo disco è come la vitalità di David Foster Wallace, la violenza commovente, straziante, nelle pennellate Basquiat, nello sperimentalismo audiovisivo del primo Ferrara, nell’action painting. Come il bianco e nero di Lynch ed i colori saturi delle televisioni locali. Chiudi gli occhi, sorridi.

Neneh Cherry – Blank Project

Neneh Cherry – Blank Project

Blank Project fugge così tra cambi di ritmo, saliscendi armonici, l’uso di un’elettronica sapiente nella lotta scarna tra beat, groove e synth, tra l’essenzialità sobria e solitaria (Across The Water) e i battiti tumultuosi della title-track, tra anime senza filtri (Naked) e inconsuete “nenie” trip-hop (Spit Three Times), tra tribalismi metropolitani (Cynical), il duetto con Robyn (Out Of The Black) e sette minuti di interiorità su vortici vocali e strumentali (Everything).