Recensioni

Tune-Yards – Nikki Nack

Tune-Yards – Nikki Nack

Echi di Johnny Clegg e di musica Zulu – Rocking Chair -, collage sonori a là ‘The Roots’, R&B ed Hip-Hop – Water Fountain – rubati alla strada che flirtano con il Jazz. Erykah Badu spesso sugli scudi a supervisionare. Si cruccia di non aver abbastanza dimestichezza con il canto, di non aver mai seguito un giusto Training, mentre peculiare diventa la bipolarità vocale della Garbus, qualcosa di duttile ma sempre molto abrasivo.

Damon Albarn – Everyday Robots

Damon Albarn – Everyday Robots

Canzoni dal fascino universale, dodici ballate oscuramente riflessive intrise di Folk e di Soul, di vita e resoconti, di nostalgia e felicità per un presente diverso, nuovo: dal quale osservare il mondo ed il passato con la consapevolezza di chi ha vissuto.

The Anxiety Of Love – The Anxiety Of Hate EP

The Anxiety Of Love – The Anxiety Of Hate EP

Un Ep dalle sembianze oscure di un potente sacerdote capace di guidarci attraverso le più arcane ed antiche ansie del genere umano: smanioso nel desiderio di metterci faccia a faccia con i nostri personali demoni. Quei diavoli che al di là della cortina di nebbia noise ti osservano sorridendo in tralice. Un disco ipnotico, gelido e immenso come le profondità degli inferi.

Barzin – To Live Alone In That Long Summer

Barzin – To Live Alone In That Long Summer

To Live Alone In That Long Summer è come una tranquilla passeggiata tra lande desertiche e corpuscoli metropolitani capace di restituire una vera e propria letteratura di emozioni che sa toccare le corde del cuore. Barzin riesce così ad interpretare al meglio le remote e imperscrutabili possibilità dell’animo umano. Spiriti sospesi in attesa di essere ascoltati.

Mike Cooper – New Globe Notes

Mike Cooper – New Globe Notes

Come una sorta di genesi culminata a mio avviso l’anno scorso con lo splendido ‘White Shadows In The South Seas’, questo New Globe Notes testimonia nuovamente l’abilità del nostro nel ricreare sensazioni cinestesiche a sfondo tropicalizzato. Nove movimenti inquieti alternano foreste selvagge e magnificamente notturne, con abbacinanti spiagge dopate: come in un sogno senza fine, senza via di fuga.

Low Jack – Garifuna Variations

Low Jack – Garifuna Variations

Low Jack entra in questo repertorio tribale con l’accetta, scolpendo e sommergendo d’effetti un caleidoscopio di musiche gioiose dal significato trascendente, oscuro. In questo contesto risulta esaustiva l’opener ‘Punta’ che significa ‘Festa’ e vede un marinaio con la sua zattera lottare fra le impetuose onde oceaniche, sicuro della sconfitta. Confrontando la briosa esposizione ‘Garifuna’ con la versione apocalittica qui proposta, ci si accorge di quanto i campioni originali vengano devastati in favore di masse elettroniche d’atomica deflagrazione, lasciandone intatto pensiero.

Bleak Seven – Bleak Tissue

Bleak Seven – Bleak Tissue

Una One-Man band mediante la quale sperimentare e rivivificare quel suono emerso nei Novanta, qui aggiornato dall’inserimento di certi trip elettronici – Psychopathetic, Lean Tissue -. Mentre la scommessa vinta, emerge sottoforma di cover ‘Mansoniana’ – Irresponsible Hate Anthem -: brano in grado di renderci più facile la ricerca in merito alla natura di questo assalto all’arma bianca in compagnia di un esercito di sintetizzatori.

Perc – The Power & The Glory

Perc – The Power & The Glory

Esattamente come il magnifico ‘Black Lights Spiral’ di Untold, questo capitolo del Dj Inglese adotta rumorismi i Techno come collante per gli inserti più disparati ed incisivi. Sono coltellate chirurgiche d’inquinamento acustico, grida scomposte di esseri sopravvissuti ad un disastro nucleare – Rotting Sound -. Un clima torbido, caotico nel quale la radioattività sembra aver inghiottito le genti, mentre le macchine danzano scomposte un balletto epilettico

Two Moons – Elements

Two Moons – Elements

Pezzi inquieti nati per sottolineare la caducità dell’essere umano, della propria natura tormentata ‘Crazy World’, capaci di scorgerne al contempo quell’atavico desiderio d’approfondimento interiore. Questo, con buona pace di chi non placherà la propria sete di contraddittorio, significa aggiornare un suono glorioso, attualizzarlo, renderlo capace di una vita scissa dai fasti del passato, quindi futuribile.

Aktion – Aktion

Aktion – Aktion

Ipnotici e funerei, riecheggiano all’interno di paludi ed acquitrini avvelenati: caustici, come il Post-Punk di Lux Interior e Poison Ivy triturato da una No-Wave implosa, ormai mentalmente disturbata, incapace di uscire dall’impasse.