Non è un paese per Jovanotti
Il mainstream all’italiana, insomma, ruba all’italiana: fa su il malloppo senza vergogna ma nella fuga perde per strada il grosso della gioielleria
Il mainstream all’italiana, insomma, ruba all’italiana: fa su il malloppo senza vergogna ma nella fuga perde per strada il grosso della gioielleria
Ma a tutt’altro peccato cui gli Spiritual Front proprio non sanno resistere e noi, adoratori del pop lascivo ma giocoso, finiremo all’Inferno con loro.
Nel complesso un live che ha toccato vette che raramente saggiamo nella Capitale
Le idee regalo per il Natale 2010 di Rocklab.it
considerando la materia prima in campo, la lunga attesa e le vette toccate nel disco, si può pretendere molto ma molto di più. Rimane una prova di forza per dimostrare di esserci sempre.
Per trasformare i vostri auricolari nei più potenti amuleti…
Una vendetta da gustare fredda si, ma con una bella tazza di Wilcoffee caldo.
Fatevi un giro su Innerspeaker e vi girerà la testa, inebriati e confusi, crederete di avere per paracadute le vostre lenzuola, aprirete gli occhi e, disteso accanto a voi, un koala sarà lì a guardarvi chissà da quanto tempo
Small Craft On A Milk Sea è un’opera per forza di cose disomogenea e fragile, che nasconde e persegue un’idea sterile di creazionismo, ma che, presa tra le mani, fa pesare la sua fragilità e le sue visioni distorte, con la gravità delle sue affabulazioni.
i francesi per l’ennesima volta dimostrano di considerare la Cultura, più precisamente l’Industria Culturale, come una cosa seria, da difendere e sostenere con risorse pubbliche.
Un album che è una caramella di quelle moderne, in cui la freschezza sta comunque sempre sotto uno strato di qualcosa, l’effetto balsamico non è l’involucro ma il cuore della faccenda. Una caramella che abbiamo ritrovato nella tasca di quella vecchia giacca che avevamo dimenticato di avere e abbiamo messo subito in bocca sperando non fosse naftalina.
Per trasformare i vostri auricolari nei più potenti amuleti…
Perchè se sicuramente la ricetta è antica, sono le materie prime e i dettagli a fare la differenza, e quest’album è pieno zeppo di cacao e ciliegine di prima scelta, nascoste in punti strategici.
L’insieme scorre dosando punteggiature e astrazioni in modo forse non del tutto incisivo, forse non scontato ma decisamente poco stimolante
In realtà le idee in questo nuovo non sono moltissime, e son rese in modo un po’ piatto, preferendo come humus la psichedelia invecchiata peggio