Recensioni

Black Rainbows – Stellar Prophecy

Black Rainbows – Stellar Prophecy

Il seguito dell’ottimo “Hawkdope” fa sfoggio di tutte quelle peculiarità riconducibili ad artisti del calibro di Nebula e Fu Manchu, alzando ulteriormente la temperatura mediante un approccio grintoso à la Monster Magnet. Qui, siamo al cospetto di un power trio che alle galassie profonde e spietate degli Hawkwind unisce il sudore di Mc5 e Stooges, prodigandosi in quel colpo di reni necessario ad un contesto (Stoner) piuttosto cristallizzato. Se amate il Rock, non potete perderlo.

P.O.M.A. – Paranoid Room

P.O.M.A. – Paranoid Room

“Paranoid Room” è un album in cui la musica diventa rumore, spogliandosi di qualsiasi sovrastruttura e vantando riferimenti storico/politici privi di dietrologia; tutto ciò affinché i suoni possano impattare con veemenza nel nostro animo, senza filtri. L’esordio è coraggioso e ben riuscito, coerente con la sottocultura cui s’ispira e in una sola parola: nichilista.

The Mars Volta – Noctourniquet

The Mars Volta – Noctourniquet

Penalizzato forse da tre, o anche quattro, canzoni di troppo, “Noctourniquet” si dimostra un album dalla genesi travagliata e involuta, ma nonostante ciò ci consegna una band ancora capace di inventare, di sorprendere, di contaminare i codici del proprio linguaggio, senza abbandonare l’impeto punk degli esordi.

Daniele Silvestri – Acrobati

Daniele Silvestri – Acrobati

L’acrobata è un personaggio isolato sul suo filo. Certo, attorno a lui stazionano altri acrobati ed altri equilibrismi, ma è un equilibrio tutto al singolare che permette di entrare in contatto con altre realtà. Forse è proprio questo quello che Daniele Silvestri vuole comunicarci, come esito di una carriera vissuta con onestà, impegno e tanta strada fatta da solo e in compagnia.

Sophia – As We Make Our Way (Unknown Harbours)

Sophia – As We Make Our Way (Unknown Harbours)

As We Make Our Way (Unknown Harbours) è come un’ancora attraccata al passato, ma già pronta a salpare verso mete e lidi ancora sconosciuti. In questa traversata di suoni e parole ci sono i vecchi Sophia, ma si scorgono anche nuove strade intraprese e futuri possibili. E c’è infine l’emozione, quella che sanguina all’ascolto e che lascia il posto alla libertà del pianto

The Last Shadow Puppets – Everything You’ve Come To Expect

The Last Shadow Puppets – Everything You’ve Come To Expect

Otto sono gli anni trascorsi dalla precedente e, fino a poco fa, unica versione dei Last Shadow Puppets. A un progetto come questo non si chiedono iniziative destabilizzanti perché, probabilmente, ha più la funzione di una sorta di rifugio, di un sentiero già battuto da ripercorrere, di un ritiro che rigenera. Quindi non vediamo l’ora che gli Arctic Monkeys regalino ad Alex Turner la pressione, lo stress, la tensione che gli fanno produrre le cose migliori.

Iggy Pop – Post Pop Depression

Iggy Pop – Post Pop Depression

Un Iggy che sembra risorgere sorretto dall’anima di quel Bowie unico essere umano capace di scendere a patti (artistici) con la belva, col forgotten boy. Quello che andò fuori di testa per la trilogia berlinese (di Bowie), e che oggi ritroviamo oscuramente baritono, propio come alla fine dei seventies.

Sparta – Wiretap Scars

Sparta – Wiretap Scars

“Wiretap Scars” è un buon disco, con una manciata di canzoni efficaci, e con altre francamente dimenticabili. Si lascia ascoltare, ma non si lascia amare. E non regge il confronto con un passato fin troppo ingombrante. Ma alla fine gli vuoi bene lo stesso.