Recensioni

Plague Vendor – Bloodsweat

Plague Vendor – Bloodsweat

Per rendervi bene l’idea, immaginate un tappeto sonoro sorretto da possenti ed oscure note di basso, su cui intervengono freneticamente delle Savages che al posto dell’asse Siouxsie/Joy Division hanno scelto come influenza portante i Gun Club – “Anchor to Ankles”. E ci sarete vicini. Ma non abbastanza.

At the Drive-In – In/Casino/Out

At the Drive-In – In/Casino/Out

Poche, pochissime le cadute di tono. Praticamente assenti. La cinquina iniziale, che infila una dopo l’altra “Alpha Centauri”, “Chanbara”, “Hulahoop Wounds”, “Napoleon Solo” e “Pickpocket”, rappresenta già un campionario sufficiente delle abilità, dei talenti, della versatilità di questa band.

Black Mountain – IV

Black Mountain – IV

I panorami sono quelli desertici e solari delle grandi praterie, un urlo sudato rivolto verso il sole più cocente; stoner e musica psichedelica che rimbalza nel perenne elastico teso fra cielo e terra, votato al rock con la “R” maiuscola e con la voglia di far sesso sotto LSD.

The Morlocks – The Morlocks 7″

The Morlocks – The Morlocks 7″

Gli anni passano e oggi abbiamo la fortuna di poter stringere fra le mani questo nuovo episodio in 7″ dalla bellissima copertina. Ebbene, più passa il tempo, più i Morlocks migliorano. C’è da dire che Leighton negli anni, oltre ad una simpatica pancetta, ha messo in mostra una certa propensione per le sonorità Hard.

Bombino – Azel

Bombino – Azel

Non è necessario conoscere la lingua Berbera per interpretarne il suono, forse è più facile apprezzare la musica proprio quando non se ne comprendono le parole, l’eloquenza e la trasparenza di un brano sono spesso mascherate o forviate dai testi stessi e dai nostri filtri sociali

Spidergawd – III

Spidergawd – III

Un amore per la tradizione Rock che non cela la propria cifra stilistica rielaborando in maniera incessante tutto il classico a cui siamo abituati. Sono cavalcate ruvide dalla prima all’ultima nota, tanto intense ed evocative da convincerci di essere al cospetto di una delle migliori uscite di genere di questi ultimi anni.

Ulver – Atgclvlsscap

Ulver – Atgclvlsscap

Una colonna sonora dunque, che attinge da molti generi e ne diffonde uno proprio e riconoscibile. Un riassunto delle diramazioni di cui è costituito il ricordo musicale. Quando li ascolti, gli Ulver, sembra che non finiscano mai.

Hinds – Leave Me Alone

Hinds – Leave Me Alone

Garage Rock, Lo-fi che impatta a pieno viso sull’ascoltatore già dal primo ascolto. Tutto farcito da un bell’approccio Pop riconducibile ad un caleidoscopio dove girano in contemporanea Violent Femmes, Vevet Underground, The Parrots, e Artics Monkeys.

Liquido Di Morte – II

Liquido Di Morte – II

Una sfilata di dannati dallo sguardo spento si sussegue senza soluzione di continuità e le ancestrali melodie di certi Amon Duul brillano per poi fondersi con quelle dei Godspeed You! Black Emperor indissolubilmente.

Marlon Williams – Marlon Williams

Marlon Williams – Marlon Williams

Ottimo esordio solista per quest’artista dalla provata esperienza – molto conosciuto alle sue latitudini (Nuova Zelanda), grazie al suo inizio di carriera a fianco di Delaney Davidson. In questo lavoro omonimo, emerge tutta la bravura di Williams, specialmente dal punto di vista tecnico ed interpretativo.

Methyl Ethel – Oh Inhuman Spectacle

Methyl Ethel – Oh Inhuman Spectacle

In definitiva passando in rassegna le dodici tracce dell’album, comprese la contagiosa Twilight Driving e la conclusiva Everything As It Should Be – su cui regna l’ombra dei Radiohead –, ciò che rende molto piacevole Oh Inhuman Spectacle è la sua coesa varietà ed il generale senso di resa