Recensioni

The John-Pauls – S/t

The John-Pauls – S/t

Il suono dei “The John-Pauls” non verrà certo custodito tra le nuove scoperte scientifiche ma sarà un ottimo passepartout per gli amanti del post-punk, per i più nostalgici sarà come sfogliare l’album dei ricordi e diventerà al contempo un ottimo punto di partenza per i nuovi adepti del genere.

Majical Cloudz – Are You Alone?

Majical Cloudz – Are You Alone?

“Are You Alone?” è un’opera introspettiva che scatena riflessioni su angosce e paure, affrontandole senza mai essere banale. La simbiosi creatasi tra la voce di Welsch e i ricami sintetici di Matthew Otto raggiunge i punti più rarefatti di un’atmosfera nebbiosa ed elettrica. Con questa produzione e questa poetica i Majical Cloudz trovano una strada espressiva fatta su misura

Aucan – Stelle Fisse

Aucan – Stelle Fisse

Il potenziale “internazionale” del terzo album vero degli Aucan deriva anche, per paradosso, da una limitazione di orpelli “internazionalistici”. Messi da parte i riferimenti dell’EP precedente — EP 1 —, i tre di Brescia si riconnettono solo in parte con la materia di Black Rainbow, spostando possibilmente la qualità un po’ più in alto.

Lubomyr Melnyk – Rivers and Streams

Lubomyr Melnyk – Rivers and Streams

Rivers and Streams è continuous. Dispersivo, avvolgente, caotico, stratificato. Ogni suono si rincorre tra arpeggi in crescendo che determinano variazioni tonali; il sustain gioca nello strutturare diversi piani melodici; i tasti del pianoforte s’inchinano lievi e docili alle mani del pittore sonoro.

Stearica – Fertile

Stearica – Fertile

Fertile è un disco trasversale e potente, dotato di una forte carica primordiale, in cui nessun dettaglio è lasciato al caso. È la liberazione urlata col sangue, è rabbia. È il suono più profondo che dal vuoto muta in materia, conflitto figlio del nostro tempo che diviene catarsi in perenne divenire.

Courtney Barnett – Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit

Courtney Barnett – Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit

Ragionamenti sconclusionati e improbabili riflessioni che risultano del tutto compatibili con la spensieratezza estetica barnettiana. Imbranata, cazzara, fiduciosa, delusa, annoiata. Qualsiasi coinvolgimento emotivo è un impulso irrefrenabile nella ricerca di metafore e allitterazioni che consumano fiumi d’inchiostro nel suo esercizio di scrittura vissuto con senso di sfida.

Talco – Silent Town

Talco – Silent Town

I dischi dei Talco, gli ultimi tre sicuramente, hanno una caratteristica: non si può pretendere di capirli ad un primo ascolto. Quello che arriva subito, ed avviene con rinnovata potenza in Silent Town, è la musica, il ritmo, le sonorità che fondono sapientemente le origini ska punk della band con influenze folk, klezmer, cantautoriali.