Arcade Fire: guarda il video di “Creature comfort”
Arcade Fire: guarda il video di “Creature comfort”
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Il disco, per quanto sinora possa rivelare qualcosa di affascinante e sbalorditivo attraverso queste premesse, prende un po’ le distanze dalla ricerca grafica e culturale. An Awesome Wave del 2012 è irripetibile, vero; ed è anche vero che l’accesso all’elettronica e la sua legittimazione come base dell’attuale scenario musicale comporti una maggiore difficoltà nel ritrovare l’originalità.
“Bitter Music” assemblò le prime note negli Eve Studios di Manchester, un laboratorio per la raccolta e il ripristino di apparecchiature de defunto “BBC Radiophonic Workshop”. Durante queste sedute presero vita le sperimentazioni elettro-acustiche che sorreggono l’intera opera. La post-produzione nella sede di North London ha concesso un valore aggiunto al “Perc Style” avvalendosi di pianoforti, flauti e collaborazioni vocali tra cui quella con Gazelle Twins.
Il nuovo “Feritoia”, invece, si esprime attraverso composizioni capaci di spostarsi in più direzioni. Alla base, troviamo un lavoro incessante sul linguaggio, in cui il comparto testi gioca un ruolo fondamentale nella riuscita finale. Di questo se ne occupa Claudio Moneta, smarcandosi dall’ispirazione univoca e lasciandosi guidare dalle situazioni. Si tratta spesso di visioni intimiste, capaci di giocare con i luoghi fisici – come anche in passato: Roma, il centro commerciale etc etc – per giungere più velocemente ad un’analisi completa della società in cui viviamo.
I White Hills si smarcano dunque dalla costruzione musicale basata sull’apporto chitarristico, esibendosi in una denuncia, neanche troppo velata, nei confronti delle potenze economico/politiche. Continua il sodalizio con una Thrill Jockey Records sempre più innamorata della band, alla quale vengono perdonati agilmente tutti i cambi sul tema (compositivo): e come potrebbe essere altrimenti? I White Hills sono ormai una certezza di genere.
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Il mese di maggio è finito e qui riepiloghiamo le gallery che i nostri fotografi hanno realizzato per voi: Levante, Thegiornalisti, The Luyas, Voina Hen, Umberto Maria Giardini e Giovanni Lindo Ferretti.
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Rumore. Dall’approdo in pineta fino alla spiaggia. Il tonfo delle moretti che impattano con il terreno ricoperto dagli aghi di pino marittimo, ed il sincronismo degli spray anti zanzare; l’odore del mare, di un baracchino che vende panini (di un certo livello) e di qualche benpensante che probabilmente stasera si farà il primo bagno dell’anno dell’estate.
Polistrumentista onnivoro e anima nera con la casa irradiata dalla migliore tradizione latina, Nick ha forgiato i suoi gusti passando anche per l’Hip hop. La sua musica rimanda a tante scene Black vecchie e nuove. Rimanda a D’Angelo, per dirne uno, e al Soul chitarristico di Shuggie Otis o alla perfezione inaspettata dell’ultimo Childish Gambino. L’itinerario di Green Twins parte con l’allucinato tema onirico che ha ispirato la title track: un sogno con due bambini fatti di gelatina verde.
Quello che si caratterizza come il disco più pop ed accessibile degli Ulver è una riflessione sui riti funerari di massa antichi, moderni e contemporanei; mai i synth e le sezioni ritmiche sono state così semplici, bilanciate, essenziali ed efficaci allo stesso tempo. Le vene sperimentali si sono calmate ed ora tutto diventa più calmo, caldo, fruibile, semplice.