All posts by Marco Bachini

Kanye West – The Life Of Pablo

Kanye West – The Life Of Pablo

Abbiamo aspettato. Abbiamo aspettato molto prima d’imbastire un discorso su The Life Of Pablo. Un po’ perché c’erano troppi tweet e troppe stronzate che ci distoglievano dal contenuto musicale più stretto; un po’ perché ci sembrava un demo o un mixtape (e forse lo è).

Polar For The Masses – Fuori

Polar For The Masses – Fuori

I P4TM inglobano in modo definitivo la scrittura della musica in Italiano, acquisendone l’emotività sana e rifiutando al tempo stesso il precipizio demenziale di un “ruuoock” tricolore. Sembra che l’uso dell’italiano abbia permesso di far sgorgare libere le pesanti linee melodiche come in un coito affatto interruptus.

Turin Brakes – Lost Property

Turin Brakes – Lost Property

Quando la title track si dispiega nella sua semplicità di malinconia e ascensioni solenni, il piacere che si prova è di nuovo quello lì che conosciamo. E dunque nello scrivere questo preciso tipo di canzoni i Turin Brakes riescono ancora a dire qualcosa. Io non credo, ma magari Bowie voleva rifare Hunky Dory a oltranza tutta la vita e non gli veniva.

Chairlift – Moth

Chairlift – Moth

Ora, senza girarci troppo intorno, il punto è che la frontwoman dei Chairlift è da sempre un concentrato di grazia, rigore, eleganza e sicurezza in una misura che altrove troviamo di rado. Le sue doti d’interprete sono il valore aggiunto alla scrittura dei Chairlift e il suo tocco discreto è il tratto che può differenziare una buona canzone pop da una canzone pop dei Chairlift.

Teta Mona – Sheena

Teta Mona – Sheena

Le quattro tracce insistono sui medesimi spazi e d’altronde lo spirito di un EP è questo: non è la sede per essere eccessivamente versatili, sennò si perderebbe di vista il concetto che lo tiene in piedi. E il senso di Sheena sta giù, nelle radici.

Foxtrott – A Taller Us

Foxtrott – A Taller Us

Sono canzoni che sanno stare in piedi da sole e la quebecoise sembra esserne consapevole. L’evoluzione registrata rispetto ai primi singoli (“Shields” ha già quattro anni anche se sembra ieri) fa supporre che la ragazza ci stia mettendo metodo e fatica.

Aucan – Stelle Fisse

Aucan – Stelle Fisse

Il potenziale “internazionale” del terzo album vero degli Aucan deriva anche, per paradosso, da una limitazione di orpelli “internazionalistici”. Messi da parte i riferimenti dell’EP precedente — EP 1 —, i tre di Brescia si riconnettono solo in parte con la materia di Black Rainbow, spostando possibilmente la qualità un po’ più in alto.

Lilies On Mars – ∆GO

Lilies On Mars – ∆GO

In ∆GO, per inciso, gli spunti melodici salgono verso la superficie e si posizionano in modo non ridondante, ma di certo più netto. Peccato che verso la fine del disco “l’etereo” riprenda il sopravvento sulla “materia”: anche se forse risulta tutto funzionale al mantenimento di quell’equilibrio un po’ ambiguo tra sopra e sotto.

Chk Chk Chk – As If

Chk Chk Chk – As If

Ora c’è “solo” da continuare ad essere i Chk Chk Chk, declinando puntualmente nel presente il funk, l’elettronica, il ballo sudato, l’esperienza dal vivo. Il tutto senza doversi affannare inutilmente. Finché Nic Offer ascolterà se stesso noi ascolteremo Nic Offer e i suoi senza fare una piega.

Neon Indian – Vega Intl. Night School

Neon Indian – Vega Intl. Night School

In VEGA INTL. Night School , le mani di Neon Indian diventano più libere che mai per l’assenza di un codice troppo vincolante. Accade di rado che un disco così dichiaratamente citazionista esprima in modo inequivocabile i tratti distintivi di un artista/metabolizzatore. E questo succede solo a chi sa imporre il suo linguaggio alla materia che centrifuga.

Disclosure – Caracal

Disclosure – Caracal

Non si può certo dire che Settle sia stato carente in fatto di ospitate, ma allora gli ospiti sembravano “al servizio” dei Disclosure, attratti (oltre che “dall’affare”) prevalentemente dalla qualità della proposta. Caracal, invece, sembra più una curatissima raccolta di canzoni cucite su ospiti che sembra “dovessero” essere presenti al galà.

CHVRCHES – Every Open Eye

CHVRCHES – Every Open Eye

Se avete la necessità di introdurre “enfasi ad azione rapida” che investa il corpo prima del cuore, Every Open Eye può andare anche bene, ma se c’è bisogno di ambivalenze, ironia accidentale, disillusione e nostalgia pesante, bisogna cercare altrove.