All posts by Marco Bachini

The Chemical Brothers – Born In The Echoes

The Chemical Brothers – Born In The Echoes

Born In The Echoes probabilmente non è il miglior disco dei Chemical Brothers e non è un lavoro che ribalterà le vostre vite. Però se l’intenzione era di farci sentire quanto davvero gli dobbiamo per quello che hanno fatto in questi ultimi vent’ anni, allora non c’era modo migliore di questo. Seriamente.

Faith No More – Angel Dust

Faith No More – Angel Dust

Tutto Angel Dust è più o meno così: una prepotente minestra di funk metal con inserti di tastiera apocalittici, un rappato che si alterna alle urla, il metal-core che sposa le intuizioni melodiche del pop (sia bianco che nero) di stampo fine anni ’80.

Tame Impala – Currents

Tame Impala – Currents

Currents richiede una fatica risibile a entrare in testa a chi ama i Tame Impala e una fatica considerevole a far accettare agli stessi che non dovrebbero esistere caselline targate psych rock o neo psichedelia così tanto anguste.

Algiers – Algiers

Algiers – Algiers

L’album degli Algiers prova ad iscriversi nello stesso campionato di Kendrick Lamar ( “Black Eunuch” rende l’idea) anche se, per certi versi, ne rappresenta un opposto. Questo degli Algiers, semplificando, è di base il lavoro di una band no wave.

Jamie XX – In Colour

Jamie XX – In Colour

In molti applaudiamo alla cinematografia quando essa sa brillare di (e attraverso) scelte musicali collocate in esemplare sequenza. Si può quanto meno apprezzare chi, senza la velleità di raccontare una storia (o al massimo la propria), costruisce, monta e riordina una struttura quasi perfetta.

Django Django – Born Under Saturn

Django Django – Born Under Saturn

Magari Born Under Saturn non avrà la nomination al Mercury Prize, come fu nel 2012 per il debutto omonimo, ma conserva inalterati i tassi di divertimento, leggerezza e inventiva, alzando persino lo standard compositivo a dei livelli che non erano stati ancora raggiunti.

Blur – The Magic Whip

Blur – The Magic Whip

La chitarra dei Blur ciondola e tiene il timone in uguale misura: sponda e calice per la voce e la scrittura di Albarn. E tutto il resto di questo lavoro sta lì, in un sospeso senza tempo, a definire l’essenza di una band che sembra esserci sempre stata.

Toro Y Moi – What For?

Toro Y Moi – What For?

Se la domanda vale per Beck ce la possiamo porre anche a proposito di Toro Y Moi: perché, insomma, ci deve essere un Morning Phase dove non trova spazio un briciolo di follia rumorosa? Perché la musica da club non può mai infilarsi in un disco come What For?.

Twin Shadow – Eclipse

Twin Shadow – Eclipse

Un lavoro levigato e laccato, con un’enfasi sul versante elettronico proprio nel lato più downtempo. Non sarebbe affatto un male se solo l’ingente lavoro di post produzione non avesse annacquato il dignitoso connubio tra un cantato appassionato e i buoni spunti di natura Wave che ogni tanto affiorano.