Recensioni

Parquet Courts – Human Performance

Parquet Courts – Human Performance

In conclusione, ciò che rende l’album particolarmente interessante è rappresentato dall’illusione strisciante che tutto sia affidato al caso. “Human Performance” non si pone come utilitaristico ritorno al passato, piuttosto rappresenta un attestato inconsapevole, quanto intelligente, di stima e rispetto verso ciò che è stato.

Toy – Clear Shot

Toy – Clear Shot

Non tutto l’album tiene, questo va osservato. Ma a a scanso di equivoci, ricordiamo che anche i Toy più squadrati e nerovestiti sanno comunque quello che fanno (la conclusiva “Cinema”). E un domani l’eventuale assenza di Clear Shot dalle classifiche “di genere” non sarà necessariamente un cattivo segnale. Per loro, soprattutto.

Sauropod – Roaring At The Storm

Sauropod – Roaring At The Storm

Un buon esordio, ben suonato, ma anche ben prodotto. Pulito e solido. I Sauropod si mettono così in scia ad una tradizione scandinava, ben capace, sin dagli anni sessanta di perseguire un solco Pop-Rock che trae ispirazione dalle solide radici della British Invasion: innestandola con elementi nuovi e meticci. I Sauropod si propongono dunque come epigoni futuri di questa sconfinata tradizione sonora.

Red Sun – Triosophy

Red Sun – Triosophy

Siamo in Italia, nel deserto piacentino per la precisione, ma pur rimanendone allo scuro avremmo la certezza di trovarci nel deserto del Mojave, alle prese con un lavoro degno della miglior tradizione Desert Rock americana.

Big Star – Complete Third

Big Star – Complete Third

Una questione riamane comunque sospesa. Non sapremo mai perché Chilton e Stephens abbiano deciso di abbandonare i lavori. Probabilmente la loro opinione in merito a Third/Sister Lovers era molto differente rispetto a quella odierna, forse persino opposta. Non importa, la storia ha ormai fatto il suo corso, e a noi rimane una testimonianza unica e irripetibile.

The Wytches – All Your Happy Life

The Wytches – All Your Happy Life

Bell e compagni ci presentano un disco furbo, che come il precedente avrà la massima riuscita dal vivo.
“All Your Happy Life” è la messa in pratica di un’idea di crescita senza trasformazioni o stravolgimenti. La direzione forse non è ancora chiara ma è proprio nel caos che i “The Wytches” trovano la loro conquista.

Goat – Requiem

Goat – Requiem

In Svezia si soffre il Mal d’Africa. Ce lo insegnano i Goat, la band venuta dal freddo che allo strapotere occidentale preferisce i suoni e i ritmi delle terre lontane. Deturpate? Usurpate? Depredate? Certo che sì.

Warpaint – Heads up

Warpaint – Heads up

Con Heads Up le Warpaint riescono a trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione, edificando un mondo surreale. Questa scelta di rallentare, di far emergere effetti, suoni e melodie rimane un punto a favore della band statunitense, che dimostra il suo valore in ogni sfaccettatura degli undici brani.