Recensioni

Deerhunter – Fading Frontier

Deerhunter – Fading Frontier

Proprio come un serpente che ha cambiato pelle, stavolta i Deerhunter si sono liberati coraggiosamente di quell’involucro protettivo, ma allo stesso tempo asfissiante, che ha permesso loro di diventare uno dei gruppi cardine dell’ecosistema indie, per assumere sembianze più solari pur mantenendo la capacità di incantare.

Deafheaven – New Bermuda

Deafheaven – New Bermuda

Le pareti metalliche stavolta vengono rese più permeabili da un’elaborazione distinta – ad ogni modo vincolata all’addizione che alimentava l’ira del suo antecessore – riconfermando la destrezza con la quale i Deafheaven possano cimentarsi in deviazioni stilistiche, alternando gli assalti feroci ai momenti di delicatezza.

Zulus – II

Zulus – II

Abbiamo per le mani un album conciso che fa razzia di positività, un manuale di storia moderna affrontato con la rabbia primitiva del punk made in UK, gli schemi della ribellione noise-blues dei tardi ’80 e gli omaggi ai lamenti No Wave della migliori crisi economiche.

Disclosure – Caracal

Disclosure – Caracal

Non si può certo dire che Settle sia stato carente in fatto di ospitate, ma allora gli ospiti sembravano “al servizio” dei Disclosure, attratti (oltre che “dall’affare”) prevalentemente dalla qualità della proposta. Caracal, invece, sembra più una curatissima raccolta di canzoni cucite su ospiti che sembra “dovessero” essere presenti al galà.

Julia Holter –  Have You In My Wilderness

Julia Holter – Have You In My Wilderness

Have You In My Wilderness è un album dal suono puro e unico. È come un mondo onirico fatto di specchi che proiettano rarefazioni senza tempo e quotidianità; è un altrove indefinito nel quale l’esoterismo musicale è spirito senza fine, pensiero post-moderno nobile e magia elegante degli opposti.

New Order – Music Complete

New Order – Music Complete

Dispiace per gli orfani di Peter Hook, della sua seminale ma ingombrante presenza, della tradizione e tutto il resto, ma questo “Music Complete” fa esattamente quello che promette: musica a 360 gradi con la tipica primaverile malinconia che solo i New Order riescono a trasmettere.

The Dead Weather – Dodge and Burn

The Dead Weather – Dodge and Burn

Il disco si muove ovviamente su una sapiente base rock‘n’roll arricchita da sfumature blues piuttosto costanti in gran parte dei dodici brani. Rispetto alle due precedenti uscite, “Horehound”(2009) e “Sea of Cowards”(2010), a dettare legge è la voce di una Alison Mosshart in grande forma

Mogwai – Central Belters

Mogwai – Central Belters

Questa triplice raccolta, a distanza di due anni dall’ultimo album racchiude in modo esemplare tutti i mutevoli step della loro carriera, ad iniziare dall’ermetismo iniziale che si caratterizzava per i molti momenti strumentali, sino alla ripresa dell’aspetto vocale nei primi anni duemila.

Ron Morelli – A Gathering Together

Ron Morelli – A Gathering Together

Il nuovo “A Gathering Together”, pur mantenendo intatte tutte quelle dinamiche oscure che da sempre caratterizzano il nostro, rielabora la faccenda da un altro punto di vista. L’attenzione si sposta dunque dall’homeless, dallo sconfitto, dal naufrago, verso quell’accumulo di spasmi e di azioni auto-censurate che prende il nome di “stress”.

Ghost – Meliora

Ghost – Meliora

Indipendentemente dagli adoratori e dai detrattori della band, Meliora è un album che suona bene, curato nei minimi particolari, dalla produzione eccellente e che rappresenta al meglio l’antinomia tra immagine e suono insita nel gruppo di Linköping.