Recensioni

Ulver – The Assassination of Julius Caesar

Ulver – The Assassination of Julius Caesar

Quello che si caratterizza come il disco più pop ed accessibile degli Ulver è una riflessione sui riti funerari di massa antichi, moderni e contemporanei; mai i synth e le sezioni ritmiche sono state così semplici, bilanciate, essenziali ed efficaci allo stesso tempo. Le vene sperimentali si sono calmate ed ora tutto diventa più calmo, caldo, fruibile, semplice.

Paul Weller – A Kind Revolution

Paul Weller – A Kind Revolution

Pochi esponenti del panorama musicale odierno – forse il solo Morrissey –, possono dire di aver influenzato più di una generazione, sia dal punto di vista artistico che dal punto da quello iconografico, e questo “A Kind Revolution” rappresenta un nuovo e splendente tassello di un mosaico su cui Weller ha iniziato a lavorare oltre quarant’anni fa, ma che è ben lungi dall’essere terminato. Con la sua e la nostra soddisfazione.

Kasabian – For Crying Out Loud

Kasabian – For Crying Out Loud

Nel nostro paese la band possiede un vasto seguito, come dimostrano le numerose date del 2017. For Crying Out Loud (5 maggio 2017 per Columbia) è andato piuttosto bene, e la band ha fatto il giro di radio (105, Deejay) e tv (E Poi C’è Cattelan) – sebbene nella sfida con Cattelan abbiano dimostrato quanto il calcio inglese, al momento, debba ancora mangiare qualche panino per tornate al top aka per vincere hanno bisogno degli italiani, Ranieri-Conte docet.

Johnny Jewel – Windswept

Johnny Jewel – Windswept

Windswept è dunque il tramite: annunciato come OST di Twin Peaks: The Return, musicherà il nuovo, recente lavoro di Lynch. A metà tra l’alettronica emozionale dei Chromatics, le note elettricamente thrilling di Kavinsky e l’intimismo di Angelo Badalamenti, Johnny Jewel si fa perdonare l’attesa ricomponendo i pezzi di quei dischi in frantumi già in copertina. Gli stessi presenti nella copertina promo di Twin Peaks, in cui sono presenti i frammenti di Dear Tommy – che verrà registrato nuovamente e, a detta dello stesso Jewel, in una qualità superiore rispetto a quella prevista – in secondo piano rispetto ad una Laura Palmer distesa.

The Heliocentrics – A World Of Masks

The Heliocentrics – A World Of Masks

I ritmi di “A World Of Masks” sembrano essere senza confini in ogni senso, tanti i rumors che vedono entro l’anno una collaborazione del collettivo con la Sun Ra Arkestra, mentre è già fissata la data di uscita – 30 giugno – per la colonna sonora di “The Sunshine Makers” l’ acclamato documentario sull’ LSD dagli stessi creatori di “Searching for Sugarman”.

Vök – Figure

Vök – Figure

I Vök, come accennato, vengono dall’Islanda ma hanno sempre saputo sfuggire ai soliti riferimenti facili di quella terra. Sono abbastanza lontani anche dalla classicheggiante conterranea Sóley (album nuovo anche per lei in questi giorni). Casomai potrebbero ricondurci alla svolta elettronica di John Grant, quando il barbuto ha scelto l’isola del nord come sua nuova casa.

Feedtime – Gas

Feedtime – Gas

La In The Red Records non si lascia scappare l’occasione di produrre un nuovo album della band di Sydney a circa vent’anni dal precedente “Billy”, riponendo (giustamente) fiducia illimitata in una formazione che non ha bisogno di presentazioni. Loro ricambiano, al solito, in maniera rumorosa, primitiva e brutale.

Slowdive – Slowdive

Slowdive – Slowdive

Non il loro migliore, e a dirla tutta il rischio-sbadiglio è piuttosto alto. Ma sono sbadigli di grande bellezza, quindi oro colato coi tempi che corrono. E veniamo dunque a quest’ultimo “Slowdive”, il tardivo self-titled. Otto canzoni per passare in rassegna il passato, alla ricerca di un futuro. O magari per mettere la parola fine una volta per tutte (se fosse così, sarebbe ancor più intrigante la scelta del titolo). Otto composizioni che mettono sul piatto tutto il menù di Casa Slowdive. Con qualche aggiunta gustosa (le insolite accelerazioni di “Star Roving”, un maggior impiego delle tastiere). Tutto fila liscio, anche troppo. Tutto fila liscio come il marmo di una lapide.

Levante – Nel Caos di Stanze Stupefacenti

Levante – Nel Caos di Stanze Stupefacenti

Quest’anno è particolarmente intenso per Levante, che vede l’uscita dell’album e della prima fatica editoriale in forma di romanzo: Se non ti vedo non esisti. Scelta da giocatore di poker in stile Mark Wahlberg in The Gambler (pessimo film del 2014), remake del film 40.000 dollari per non morire del 1974: gioco tutto, se va bene faccio il botto, se va male… Non va male. Alla fine film come questi finiscono sempre bene. Levante ha scommesso tutto sul 2017; a fine anno tirerà le somme, tanto spettano solo a lei.

Sóley – Endless Summer

Sóley – Endless Summer

La passata esperienza discografica, che ha abituato il pubblico ad un ascolto concentrato e riflessivo, sotto uno sfondo esistenzialista – a tratti volto anche a tematiche di vita pessimistiche e rassegnate -, lascia il posto a nuove tonalità: leggero e mai banale, ben orchestrato nei minimi dettagli, il genere proposto da Sóley è identificabile come un pop spinto verso livelli ultraterreni con la potenza e il calore di geyser.

Perfume Genius – No Shape

Perfume Genius – No Shape

Non pensiamo di esagerare nel considerare “No Shape” come il lavoro fin qui più compiuto di Mike Hadreas, libero di luccicare attraverso pomposità e violini, trionfi di luci e pailletes, senza diventare stucchevole e manieristico. Perfume Genius si conferma essere uno dei più eccentrici e talentuosi songwriter della sua generazione.

Plastic Man – Sounding Aquarium

Plastic Man – Sounding Aquarium

Dei giovani Plastic Man, al secondo full length, piace il punto di vista. L’assunto, che mettono ampiamente in pratica in questo Sounding Acquarium, si basa sulla concezione di una Rock music dalle peculiarità autorigenerative – che si muovono in concerto con l’avanzare del tempo e della tecnologia. Ad ogni decennio la sue sfumature; spesso aggiornamenti orgogliosi (e non per forza riusciti) di un passato sempre più indiscutibile.