Recensioni

Jherek Bischoff – Composed

Tutto questo gioco di rimandi, stanno a dimostrare la grande capacità di Bischoff di sapersi adattare, o meglio, di saper uniformare la sua musica a stili tra i più distanti senza perdersi in giochi formali, ma puntando dritto alle emozioni.

Violens – True

Fin dal moniker -Violence + Violins- emerge il dualismo musicale di una band nata nella mecca del Noise-Rock (New York, ndr), ma capace di manifestare una certa inclinazione per quelle realtà rarefatte appartenenti al caleidoscopio Inglese. Assolutamente da tenere in considerazione per la top ten di fine anno.

Rufus Wainwright – Out of the game

Augurarsi che ad Out of the game corrisponda la volontà di uscire dal grande baraccone e abbracciare un più basso profilo può anche essere una pia illusione. Però è vero che è il primo lavoro di Rufus Wainwright in tanto tempo a non farsi ricordare per altro che non siano i pezzi in scaletta.

Liars – WIXIW

WIXIW è un disco che farà felici i fan del gruppo ma anche un ottimo compendio per i neofiti. Missione compiuta, ma a questo punto, la domanda è: “cosa si inventeranno la prossima volta?”

Mark Lanegan – Blues Funeral

Quasi quasi scappa da scrivere che il blues qui torna a esistere in altra forma, che lo spirito sopravvive alla carne eccetera, ma sarebbe una bugia: Blues Funeral è in tutto e per tutto un estremo saluto a una tradizione che fu. Ma, come si dice in questi casi, “gran bell’esequie”.

Led Er Est – The Diver

Con The Diver i Led Er Est, pur rincorrendo le linee guida di un passato già scritto, riescono tutto sommato a realizzare un album più eterogeneo rispetto agli esordi e più aperto verso nuove possibilità di contaminazione