The Tallest Man on Earth – There’s No Leaving Now
Meno delicato di Bon Iver e distante dal barocchismo dei Fleet Foxes, Kristian Mattson ha bene in testa il suo cammino e immagino che tra qualche anno lo troveremo ancora lì… tra terra e cielo.
Meno delicato di Bon Iver e distante dal barocchismo dei Fleet Foxes, Kristian Mattson ha bene in testa il suo cammino e immagino che tra qualche anno lo troveremo ancora lì… tra terra e cielo.
Julia Holter esplora con intelligenza e grande levatura artistica un mondo fatto di sperimentazioni e contaminazioni ataviche.
Following Sea è un disco che alza il livello qualitativo del suo predecessore, un disco onesto insomma. I problemi semmai potrebbero averli chi ancora spera di risentire quella commistione fra Pixies e Captain Beefheart che permeò il loro esordio.
Rievocare la dark-wave più macabra, blandire certe linee di basso di matrice post-punk, rimembrare il grunge più oltranzista arrivando addirittura a lambire cavernosità industrial-i. Piccoli-grandi terroristi sonori crescono, molto bene.
Il talento compositivo degli Hot Chip non è mai stato messo in discussione semmai manca l’evoluzione del suono ma campare di rendita non è peccato se lo si fa con stile.
Ritorno sulle scene per i Sigur Ros, e anche un ritorno alle origini per le sonorità, tralasciando quelle più ritmiche dell’ultimo disco. Rimane un po’ di amaro in bocca, pensando che per qualcosa di più succulento (almeno si spera) dovremo aspettare ancora un po’.
Se amate il Post-Hardcore, l’Hardcore’80, il Grunge – e le sue influenze noise-, ed ogni tanto vi ritrovate stesi nel letto con le cuffie che trasmettono “Kind of blue”, questo disco fa per voi.
Derubricare questo disco a mera sperimentazione sarebbe riduttivo e ingiusto nei confronti di un artista che non ha più nulla da dimostrare, avendo già scritto pezzi memorabili.
Il nuovo Synthetica, è la classica formula che il quartetto power-pop continua fedelmente a riproporre, stavolta però con risultati abbastanza insoddisfacenti.
In sintesi “Sexual Harassment” picchia duro come: “un negro sessualmente dotato ed armato fino ai denti alla guida di un bolide, mentre vaga per la città in cerca di vendetta” (cit.). E voi avete anche il coraggio di rimanerne fuori? Illusi, è impossibile.
I The Hives “fanno la loro cosa” senza troppa fantasia ma con sorniona convinzione, anche se questo album rischia di non sopravvivere all’estate…
I primi caldi ci propongono un duo prodigo nell’intento di rinfrescare parte della cultura indipendente Eighties e Ninenties. Celebration Rock è un turbine di cori presi in prestito dell’hardcore più melodico ed incastonati come pietre del sole su impalcature post-punk
Arrivati alla nuova “innumerabile” produzione i The Wave Pictures ti si piazzano davanti, con tanto di camicia a quadrettoni e sguardo pietrificante, facendoti notare come, nonostante si auto-plagino da anni, riescano ancora una volta a farti venire lacrimoni e un sorriso divertito
Heartbreaking Bravery è un disco evidentemente concepito come cantautorale, ma ammantato di soluzioni istintive ed intarsi che appartengono alle cose migliori delle band di Krug (Moonface), con l’aggiunta di un tensione elettrica di “grana grossa”
Dopo l’ascolto dell’esordio di Brothertiger avete due scelte: o decidere che la chillwave è troppo sulla bocca di tutti per i vostri gusti, oppure sentirvene appagati e sguazzarci dentro…