Alabama Shakes – Boys & Girls
Come una moderna Etta James votata alle ballate acustiche la Howard ci introduce con amore nel suo mondo fatto di eroi musicali sbiaditi dal tempo.
Come una moderna Etta James votata alle ballate acustiche la Howard ci introduce con amore nel suo mondo fatto di eroi musicali sbiaditi dal tempo.
Se al posto degli aerei sugli uffici, dei kamikaze, delle armi e di tutto il resto, Al Qaeda avesse scelto i dischi, questo gruppo sarebbe stato ground zero
Rispetto ai precedenti album, la formula ‘melodia immediata+testo esistenziale’ risulta un po’ usurata, Il tipico pop raffinato ma non pretenzioso a marchio Shins caratterizza senza però emozionare particolarmente.
The Horror è insania ossessiva e indolente fatta di echi e rumori, un cosmo sotterraneo sporco, osceno e acido dove aleggiano icone dissestate e allucinazioni nichiliste.
Narcotizzato dalle liriche blaterate-sbraitate, con le ritmiche pluri-stoppate che mi ronzano in testa…
Ma aldilà della musica di Grimes colpisce la storia… innanzitutto il fatto che abbia una storia: invece di sbucare preconfezionata dal nulla e prima farsi eleggere prodigio del momento
È un disco minimalista questo, in cui la leggiadria la fa da padrone e la cura estetica rasenta la perfezione
Essenzialmente un disco rock ma con il cuore ben radicato nella tradizione folk, così come la mostravano le Seeger Sessions di We Shall Overcome. Che oscilla tra passione per la causa comune e amor di patria.
Perfume Genius arriva alla seconda prova con un disco piacevolissimo che è un susseguirsi di fragili emozioni sigillate da parole appena sussurrate
Idolatria goliardica a parte, nella Terra di Mezzo tra dark-throne, metal-melodie e litanie ancestrali, Burzum sembra, almeno in questa occasione, più che altro confuso.
Hanno fatto bene i compiti a casa i School of Seven Bells, ma manca l’elemento trascinante. Sempre in equilibrio tra dream pop e shoegaze.
Per chi ha seguito per intero la stupenda epopea degli Hellacopters, non sarà difficile individuare in Pop War il degno seguito di quel “Rock’n’roll is dead”
Josh Tillman debutta, tra melanconie frikkettone e animi in convalescenza, con un disco ricco di emozione e ispirazione ad alti livelli.
Koloss è un disco dei Meshuggah e da Meshuggah: nessun assioma sconvolto, cifra stilistica ancora lacerante e tutto sommato ancora convincente seppure invariata
I Kap Bambino diventano l’emblema di una gioventù impegnata in una corsa sfrenata verso il Nulla, troppo veloce anche per guardarsi attorno e troppo spietata per consentire di fermarsi, di scendere dalla giostra.