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Democrazia #25 – Electric Sarajevo – Fadà – Giangrande

Democrazia #25 – Electric Sarajevo – Fadà – Giangrande

La polemica più alla moda in questo periodo riguarda sicuramente il crowdfunding ed il suo utilizzo. Lasciando da parte gli attori che hanno messo in piedi il solito ignobile teatrino fatto di velate accuse reciproche, sembra che solo alcuni artisti già affermati possono permetterselo, cioè quelli che hanno fans che ancora vogliono pagare per sentire nuovi lavori del loro artista preferito, mentre i piccoli artisti nascenti saranno sempre costretti a guadagnarsi i soldi in altro modo, magari lavorando (bruttissima parola…)

My Bloody Valentine – MBV

My Bloody Valentine – MBV

I detrattori, coloro che affilavano i canini aspettando Kevin Shields al varco, diranno che il risultato complessivo, per essere il frutto di 20 anni di rimaneggiamenti, è modesto. Ma se anche voi, come me, all’ascolto di She Found Now avevate il groppo in gola e gli occhi velati dalla commozione, fate vostro immediatamente (magari in vinile) un gioiello che fa pur sempre scempio di qualsiasi cosa si definisca shoegaze là fuori.

Widowspeak – Almanac

Widowspeak – Almanac

Echi Morriconiani flirtano con certo folk Youngiano costantemente, generando un loop emozionale caldo e nostalgico nel quale compaiono spontaneamente immagini ovattate del decennio Eighties, quello soggiogato dalle atmosfere dei primi Coteau Twins e dal talento di Keith Bush

The Soft Moon – Zeros

The Soft Moon – Zeros

Un interessante album, geometrico e irregolare al contempo, ciclico e aperiodico, che attraverso gli atri spettri del tormento e dell’angoscia sonora è capace di destrutturare l’equilibrio ritmico dell’ascoltatore, creando una sorta di spaesamento riflessivo.

Swans – The Seer

Michael dice di essere già pronto con pezzi nuovi, vede la sua creatura come l’estensione del proprio pensiero, come qualcosa che gli procura estremo godimento. Faccia incazzata, cappello da cowboy e nessuna intenzione di suonar diverso da come suona nei propri sogni/incubi. Coerente e libero.

Scott Walker – Bish Bosch

Bish Bosch è irriconducibile agli stereotipi di qualche genere specifico, ma rammenta la decostruzione teatrale, il gusto per lo psicodramma e l’istintivismo barbarico dei più grandi terroristi sonori della musica rock. Se cercavate un disco con cui “propiziare” l’apocalisse prossima ventura, magari sorseggiando un martini mentre il mondo collassa in slow motion, avete trovato pane (rancido) per i vostri denti.