Le interviste con il Maestro: Sufjan Stevens – The Age Of Adz
Lo abbiamo incontrato, con il suo colbacco, gli occhiali fumè e il suo bicchiere di retsina…
Lo abbiamo incontrato, con il suo colbacco, gli occhiali fumè e il suo bicchiere di retsina…
Il trio bergamasco alla loro opera quinta. Una crescita e un’ambizione che sono merce rara. Senza parole.
Se questo album nasce come la volontà massima di un gruppo giovane alla ricerca del proprio marchio di fabbrica, siamo distanti anni luce dal completamento della “missione”
I Trembling Blue Stars continuano a scrivere, in sordina, pagine memorabili dell’indie pop, e quest’ultimo disco è solo l’ennesima immolazione viscerale di un grande artista in punta di piedi
Port Entropy è un luna park di emozioni delicate e sfuggenti in balia di spiritualità asiatica e dolce “pragmatismo” pop occidentale
Insomma, a scrivere recensioni che sono il rimaneggiamento del press kit allegato o dove tutti sono “bravi bravi” oppure sono”merda merda” non ci vuole nulla e lo fanno già in troppi
Perché privarci del gusto di scartare qualcosa che sarà davvero nuovo ancora per pochissimo?
Poteva mancare all’appello Rocklab.it? No, e siccome non facciamo mai le cose a caso, abbiamo pensato bene di strafare! 120 dischi, i migliori dell’anno divisi per segno
Melodie più soavi e ritmiche più rotonde, danno al cuore nero uno sgargiante scheletro rosso, che protegge le ceneri dal soffio del tempo e insieme risalta pulsazioni vibranti come non mai.
dategli un ascolto e gettate uno sguardo nella musica per la quale non siete ancora pronti, ma che – parafrasando Marty Mc Fly – forse “ai vostri figli piacerà”.
Matthew Barnes ha creato un disco, organico e pulsante di emozioni che non si tradisce in banalità ma anzi rivela un’interessante personalità artistica.
… ce ne sono molti di cui sono letteralmente “invidioso” e che avrei voluto scrivere io, tant’è la bellezza e l’emozione che mi trasmettono
Ultima RocklabView Speciale Spaziale Festival!
Dopo dieci anni di rock-fm sembra che gli REM abbiano riaperto lo scrigno del periodo pre ’97 e tirato fuori qualcosa che finalmente ricordi i fasti dei tempi che furono
Un concerto policromo; un live che proietta superfici stranianti e dilatate nella violenza lisergica del suono.