Aucan @ Spazio 211 (Torino) – 09/03/2012
Gli Aucan sono un mantra che parte dalle orecchie, annichilisce buona parte del nostro essere fino all’implosione dello stomaco
Gli Aucan sono un mantra che parte dalle orecchie, annichilisce buona parte del nostro essere fino all’implosione dello stomaco
E se Dio è un astronauta, loro che diavolo sono? Gente capace di proiettarti su, in alto, nello spazio. Per poi farti tornare a terra attraverso spirali di colori, vibrazioni e ritmi che si sentono forti nelle vene.
I fratelli Carney hanno trascinando il pubblico tra allucinazioni acustiche distorte e potenti registri stilistici senza tempo.
Un live di Tune-Yards è il giro del mondo in un’ora e mezza! Dalla neve osservata dalla finestra d’una cameretta in Canada alle tende appuntite della tribù Wagogo in Tanzania…
Alla Locanda si sono riuniti amici e lettori de Il Mucchio, per sostenere il mensile che ha rischiato la chiusura… ma che dopo una serata del genere si sentirà sicuramente più forte che mai.
Il materiale nuovo funziona dannatamente bene dal vivo – se qualcuno avesse potuto avere qualche dubbio – e restituisce l’immagine del Bugo che conosciamo: folle, energetico, serio e ambiguo, svaccato e all’occorrenza intenso.
Annie ha ammaliato i presenti dando mostra delle sue doti di musicista, regalando una voce decisa ed intensa ad ogni brano.
I Ronin come personaggi di un film noir girato in presa diretta, delineano così un live ispirato, una colonna sonora davvero ipnotica e impalpabile.
Lasciando a casa la devozione del fan che non trova né vede difetti al suo cantante-idolo, non è andata poi così male…
Lo show delle Luci è senza sbavature e Vasco è tutt’altro che timido: introspettivo forse, ma capace di dialogare simpaticamente col pubblico
Gli Operaja Criminale sono pieni di talento ed esperienza live alle spalle. La voce calda di Matteo Scannicchio trasmette il legame con la città, un live denso di significati e di emozioni.
La Tua Fottuta Musica Alternativa dev’essere il tuo prossimo punto di riferimento a Roma per vivere una serata con la musica. Per gli altri ci sono i Mojito.
Caparezza sa veicolare messaggi importanti tramite un’ironia aperta a tutti, ricoprire la pillola di zucchero insomma. Ed è esattamente questo che fa con il suo piacevolissimo spettacolo.
Come dicono loro “non è facile spiegarlo in quattro accordi”, ma personalmente mi conquistano ogni volta.
Un concerto inconsueto che ha lasciato a bocca aperta chi non conosceva bene questo lato più “morbido” di Thurston Moore e ha sicuramente anche soddisfatto chi lo apprezzava già.