Pj Harvey @ Ferrara sotto le stelle, 06/07/2011
Un’ora e mezza è poca per riassumere tutta la carriera di Polly. Ma l’intento non era quello, l’obiettivo era rappresentare “Let England shake” e così è stato.
Un’ora e mezza è poca per riassumere tutta la carriera di Polly. Ma l’intento non era quello, l’obiettivo era rappresentare “Let England shake” e così è stato.
Dave Grohl sa di avere in mano il cuore del pubblico, e sa come giocarci.
Ci vorrebbe un calumet di polaroid e pellicole in 8mm per raccontarvi la straordinaria atmosfera che si respirava
Un concerto votato sostanzialmente alla raffinatezza melodica e stilistica, ma che non dimentica dilatazioni sonore e deflagrazioni acustiche
Di ‘Our Love to Admire’, solo il meglio: Heinrich Maneuver e Rest my Chemistry (si saranno fatti delle domande e dati delle risposte)
Umberto Palazzo e il Santo Niente donano al pubblico di affezionati un concerto per niente paraculo, per niente ammiccante, frutto invece della voglia di suonare violentemente, di sfogare frustrazioni, di investire elettricamente
Per i 3 di Chicago l’attitudine è sempre la stessa, tanta umiltà prima e dopo il concerto
Criticoni, puristi, over 40, astenersi…
La chitarra acustica di Howe Gelb, imbracciata per accompagnare una ballata country-western, che all’improvviso ti sferra un paio di scariche elettriche a tradimento. Quello è il suono del Gigante di Sabbia.
I New York Dolls sono riusciti a dimostrare anche ai più scettici di non essere ancora degenerati in bolsi manichini pronti per il confino in soffitta.
Freschi, sudati e punk. Lo specchio dei loro video. Instancabili, rapidi ed energici tengono la scena per un’ora e un quarto con solo due boccate d’aria e d’acqua da pochi secondi.
Un triste sapore in bocca. Grandi aspettative ma un acuto vuoto pneumatico
Un evento che confonde e ottenebra tutti e cinque i sensi, lasciandosi trasportare unicamente dal sound targato Aphex Twin: genio e sregolatezza in codice binario.
Teatrale e schietto come al solito, il carrozzone dei TARM appare stasera al massimo della forma
Un concerto policromo; un live che proietta superfici stranianti e dilatate nella violenza lisergica del suono.