Melissa Auf der Maur @ Spazio 211 [Torino] 10/12/2010
Se a fine spettacolo c’è la fila per chiedere l’autografo – con, va da sè, la foto – un motivo ci sarà. E non è tutta questione di “bella presenza”.
Se a fine spettacolo c’è la fila per chiedere l’autografo – con, va da sè, la foto – un motivo ci sarà. E non è tutta questione di “bella presenza”.
come ha esclamato un conoscente a fine concerto – certo avrebbe meritato molto più successo di quello che ha avuto!
Nel complesso un live che ha toccato vette che raramente saggiamo nella Capitale
Un’esperienza che vale la pena di essere vissuta. Si astengano però coloro che cadono facilmente preda della noia.
la versione ridotta e dignitosa di un concerto degli U2, ovvero il concerto degli U2 per chi gli U2 non li sopporta. Magnifico. Voto complessivo, un bel 9 pieno.
Le canzoni dei Massimo Volume non si cantano: si ascoltano e, casomai, si urlano.
Con l’avantgarde e le sperimentazioni sonore si può giocare finchè si crede, ma per portare a casa una serata sul palco c’è poco da fare, bisogna averci il rock’n’roll e il live act dei Liars dimostra di possederne in abbondanza
Un’esibizione coinvolgente, fatta di sapienti esplorazioni acustiche e tumultuosi incanti strumentali, totalmente avvolti dalla suadente “nebbia” sonora.
un concerto che riflette benissimo il progetto in atto, nuovo e con alcune cose da rodare, ma assai interessante. E piuttosto divertente.
Ma Richman è il bambino che c’è dentro ognuno di noi, e come ogni bambino a volte sa essere tanto sincero da metterti in imbarazzo.
Visual Art, intensità acustica, ottima fusione di laptop e strumenti, originale presenza scenica, sono l’eccellente sintesi di una serata dal “tocco” Post- Moderno.
L’occhio cade sulla figura di Mark Stewart. Rughe, pancetta, camicia aperta sul petto e asciugamano in spalla…
Mike Patton riesce a rievocare e a riportarti qui più volte.
Qui il problema è che non è accettabile da un musicista colto e brillante, di intromettersi in una storia che non gli appartiene…
Attitudine e visuals: Un Alec Empire a torso nudo per quasi tutta la duarata del concerto fa da mattatore impeccabile