The Dirtbombs – Party Store
Questo è un disco che fa il suo lavoro, ovvero di mettere a punto le coordinate di un genere, il garage americano, che spesso rischia di passare per un ramo secco
Questo è un disco che fa il suo lavoro, ovvero di mettere a punto le coordinate di un genere, il garage americano, che spesso rischia di passare per un ramo secco
…ovvero come Nick Urata e i suoi compagni scamparono alla terribile morsa del killeraggio in tre mosse.
Questo disco si offre al pubblico con una facilità d’assorbimento difficilmente ripetibile, accompagnato dall’alone magico di un cinema tutto quanto racchiuso nella fantasia di Gruff Rhys
Questo gruppo ha stile da vendere e questo disco è per chi ama sia il death che il power metal e non considera un abominio la possibile mescolanza tra i due generi.
Se la notte porta consiglio, La Sera per niente.
Gli Earth si muovono sempre di più come un’ombra insapore ed inutile.
Una cinquantina di minuti di eighties-pop da preliminari: Dan Bejar alle prese con la musica lubrificante
I Motorhead ci dimostrano che nonostante l’età non sono invecchiati affatto e in ogni caso quando si parlerà di loro la premessa sarà sempre la stessa…
La band dimostra di saper gestire in modo interessante distorsioni e melodie sfornando canzoni che conquistano
Missione Compiuta per i Minks nello sferrare l’attacco ad un target così chiaro e consolidato.
Lennon forse si disturberà nella tomba per essere stato chiamato in causa così fortemente, Noel scalzato dal fratellone terribile ha già cambiato la serratura della parentela stretta
Dopo l’anteprima della stampa internazionale, la nostra versione sull’ultimo (?) disco dei Rem. Meno Rolling e più… Spinnin’
Dieci piste assolate, dieci ballate oscure che corrono attraverso gli sterrati dell’America di provincia, dove incrociano – da lontano- lo Springsteen ambivalente come valore aggiunto di un piccolo miracolo di gusto, trasporto ed equilibrio, perfetto per la vostra collezione di valore.
Black Rainbow non è proprio un disco ballabile, ma scandaglia con una formidabile intensità l’isolamento dell’uomo post-moderno nella sua triplice articolazione: individuale, suburbana, cosmica.
Rallentato virtuosismo in loop che rasenta una banale riproposizione di parole importanti già dette, ma una scintilla nella corteccia cerebrale in più sarebbe apprezzata.