Recensioni

JUN – “Strategie Oblique”

JUN – “Strategie Oblique”

Il solo problema del disco, che è e rimane un mirabile campionario di capacità esecutiva e compositiva, va riscontrato nell’assenza di un’identità precisa. Eppure, visto da un’altra prospettiva, lo stesso problema potrebbe rivelarsi come il suo punto di forza.

Rosie Lowe – Control

Rosie Lowe – Control

“Control” è il titolo azzeccato per un album in cui musica, pulsioni e paranoie sono incastonate tra loro chirurgicamente, forse anche troppo; un’esplosione inevitabile ma controllata in cui l’eco risuona gradevolmente nel nostro ascolto.

Money – Suicide Songs

Money – Suicide Songs

Sebbene il concetto ‘funereo’ sia soltanto un ingannevole preludio sconfortevole all’interno delle nove tracce – ben predisposte a spiragli di nuova luce idilliaca –, il sentimento malinconico assorbe le venature del pop mistico sin dalle prime battute.

Yoko Ono – Yes, I’m Witch Too

Yoko Ono – Yes, I’m Witch Too

Non è tanto il risultato, che tra l’altro pare assai più malinconico rispetto al precedente – vedi Walking on Thin Ice –, ma la concettualità di fondo ad essere interessante: quella che le permette di essere apprezzata da molti artisti contemporanei come monumento vivente dell’avanguardia.

Suede – Night Thoughts

Suede – Night Thoughts

A ben vedere, sono i soliti temi che i Suede hanno sempre trattato. Niente di più, niente di meno. E invece no. Forse una differenza c’è. Perché il signor Brett “quasi mezzo secolo” Anderson la sua sfida contro il tempo, almeno artisticamente, l’ha vinta. E col passare degli anni, le liriche e l’interpretazione hanno guadagnato in spessore e credibilità.

Pop. 1280 – Paradise

Pop. 1280 – Paradise

Il disco non è sicuramente ciò che si ricerca in fase di meditazione, ma qualche spunto di riflessione lo fornisce grazie alle tematiche trattate: oltre a presentare un’ottimo noise rock farcito di elettronica e drum machines di supporto capaci di lanciare l’ascoltatore in un futuro incerto ed inesplorato.

Deftones – White Pony

Deftones – White Pony

White Pony è l’album che rappresenta al meglio le mille facce della band di Sacramento, quello che è riuscito a tracciare nuove strade e visioni possibili. È il disco che è stato capace di nobilitare un genere, elevandolo quasi a forma poetica grazie alla potenza dei testi.

Psychedelic Witchcraft – Black Magic Man

Psychedelic Witchcraft – Black Magic Man

Nelle composizioni, è bello notare come l’estetica della band segua un percorso omogeneo che attraversa cinema, letteratura e musica. Non è un caso che il brano d’apertura “Angela” sia deliberatamente ispirato alla protagonista della pellicola di Piers Haggard “Blood on Satan’s Claw” del 1971, e che una delle più grandi influenze musicali della band siano i grandiosi Coven — quelli di Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls.

Bloc Party – “Hymns”

Bloc Party – “Hymns”

Insomma, che il progetto risulti abbastanza claudicante sembrerebbe fisiologico, così come va dato atto alla band dello sforzo fatto per rimettersi in carreggiata; i testi d’altronde fanno ampio riferimento a quelle che possono essere state le difficoltà a cui abbiamo fatto cenno.

Venus In Furs – Carnival

Venus In Furs – Carnival

Nell’affollato crogiolo Italico, sempre più farcito da musicisti infatuati per la decadenza posticcia dei nineties, fortunatamente non esistono solo meri emuli dei fratelli Ferrari — Verdena. Sebbene l’incipit, la scintilla di molti, forse troppi, rimandi alle strutture musicali desolate e desolanti della Seattle Grunge, con gioia accogliamo chi, pur partendo dalla medesima estetica, sia in grado si rielaborare la proposta a propria immagine e somiglianza.