Posts Tagged 'sinapsi'

Fatima Al Qadiri – Asiatisch

Fatima Al Qadiri – Asiatisch

L”artista scelse di analizzare la faccenda disegnando una Cina virtuale a tre strati: quello rappresentato dalla Cina antica, da quella attuale e da quella che sarà. Il primo sentore ad emergere è sicuramente quello legato al passato. La Cina della tradizione viene qui spesso evocata attraverso la citazione di poesie antiche, patrimonio a mandorla, presenti all’interno di episodi quali: Wudang, Loading Beijing e Jade Stairs. Tradizione che affiora orgogliosamente come richiamo a quell’identità oggi macerata dalla stessa brama di potere che muove l’oriente.

The War On Drugs – Lost In The Dream

The War On Drugs – Lost In The Dream

Giunti alla loro terza fatica i The War On Drugs abbandonano i percorsi sghembi e distorti degli inizi per abbracciare la grande tradizione americana del rock in chiave eighties che li porta da Dylan a Springsteen passando per Tom Petty. Riescono così a tirar fuori quello che probabilmente risulta uno dei migliori dischi dell’anno. Occorre però accoglierlo con pazienza, togliendosi dalla testa il singolone “Red Eyes” e districandosi fra i suoni effettati di cui è zeppo: c’è tutto da guadagnare nell’ascoltare attentamente “Lost In The Dream” che sicuramente non suonerà rivoluzionario , ma che sa commuovere ed esaltare.

Ninos Du Brasil – Novos Misterios

Ninos Du Brasil – Novos Misterios

Riti tribali, esperienza polisensoriale ipnotica, trance. Sepultura, cavalieri degli inferi che trascinano i dannati verso le viscere vive della terra, creature mitologiche che non fanno altro che smembrare e ricomporre esseri danzanti, parti del corpo che si attorcigliano, sensualità e morte.

Einsturzende Neubauten – Lament

Einsturzende Neubauten – Lament

Un capolavoro che consiglio a tutti. Opera totale in cui la musica colta incontra il rock e l’industrial, ma non nel modo roboante che sarebbe lecito attendersi. È un viaggio che spesso sembra condurci sottovoce nei sotterranei di un archivio storico. In opposizione alla furia espressionista, al suo grido di guerra, come direbbe Ladislao Mittner, che pure a tratti esplode, la band ha adottato un pacato rigore, un calcolo millimetrico di ogni sfumatura, in un lento processo mimetico che porta lo stile, gli stili, a farsi tutt’uno con l’oggetto, con i documenti studiati.