Posts Tagged 'sinapsi'

Cut Hands – Festival Of The Dead

Cut Hands – Festival Of The Dead

Ne scaturice un ‘Afro-Noise’ dalle tinte vagamente Techno-Industrial – Ma non diteglielo mai, da buon rivoluzionario odia essere incasellato Ndr -, coadiuvato in sede live da filmati ed immagini incentrati sulla pratica del rito voodoo. Una musica Caraibica suonata da Zombie in acido, anticonformista, libera.

Clark – Clark

Clark – Clark

Ci fa ballare incessantemente per 48 minuti, Clark, per poi lasciarci con un outro altrettanto cinematografica, stremati, al bagliore di un virginale, splendente grido. A chiederci se sia la quiete dopo la tempesta, oppure un monito di Eliotiana memoria: Così il mondo finisce / Non con uno schianto ma con un lamento.

Ben Frost @ TPO (Robot Paths #1) – Bologna

Ben Frost @ TPO (Robot Paths #1) – Bologna

Per chi vi scrive sicuramente un’esperienza forte, rinnovatrice. Un impianto sonoro calcolato per mantenere l’equilibrio all’interno del caos, per stupire e affascinare, per stordire. Sebbene lontani dalla classicità psichedelica di matrice chitarristica, si avvertono comunque quei ponti panoramici tanto cari al Bangs scrittore: qui elettrificati, incendiati e dotati di un rapporto paritario fra beatitudine e sofferenza. Proprio come la vita ci insegna.

“We need nothing to collide” il progetto di Mark Wheeler

“We need nothing to collide” il progetto di Mark Wheeler

Dalla collaborazione con Clay Weishaar e Russ Chimes nasce ‘We need nothing to collide’, che prende il titolo dall’omonima traccia del producer inglese. L’esperienza culmina in una serie di tre esperimenti. Il primo e il secondo esperimento mirano a creare un supporto visivo al suono attraverso l’utilizzo di openFrameworks, una “general purpose glue” open source, che utilizza il linguaggio di programmazione C++ per fornire un ambiente che assista la sperimentazione creativa.

Medicine – Home Everywhere

Medicine – Home Everywhere

Di riffa o di raffa, questo disco è destinato a dividere. Alcuni lo troveranno un’accozzaglia di spunti senza costrutto. Altri un lussureggiante concentrato di idee. La verità, come al solito, non sta nel mezzo. Qui non c’è spazio per il revival. Solo il Gioco e la Libertà hanno diritto di cittadinanza. E se il gioco è una cosa dannatamente seria, questo disco non è da meno.