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Ultime dai Palchi – Dicembre 2016

Ultime dai Palchi – Dicembre 2016

Il 2016 è finito e noi siamo già carichissimi per affrontare un nuovo anno con voi, per un 2017 all’insegna di Rocklab! Ripercorriamo allora le gallery realizzate dai nostri fotografi per ricordare i concerti che Rocklab ha seguito per voi a dicembre: Punkreas, Erin K, Saroos, Sarah Dietrich, Jackson Sloan meets The Good Fellas, Mother Island

Video intervista ai Nadàr Solo

Video intervista ai Nadàr Solo

Siamo stati al Contestaccio, dove i Nadár Solo, da qualche tempo in formazione allargata con l’ausilio di Daniele Celona alle tastiere e seconda chitarra, hanno presentato al pubblico romano il loro ultimo album “Semplice”. È un set sorprendente, tirato, carico ed energico, che satura la sala di calore e libera l’intensità emotiva del repertorio dei “quattro”. Prima del concerto abbiamo potuto scambiare due parole con loro, ecco il risultato della nostra chiacchierata

Sunday Morning – Let It Burn

Sunday Morning – Let It Burn

Un po’ più grandi i Sunday Morning lo sono diventati: ogni canzone del disco nuovo lo dimostra, non ci sono pezzi deboli, ma in compenso ci sono pezzi forti come “Plans”, con quel Rock che vira al Reggae senza imbastardirsi, o come “Little creatures”, il classico pezzo di atmosfera che troviamo buttato là, nel mezzo di brani più lineari come “Carry me home” o “I See The Sun (But It Doesn’t Shine For Me)”.

Justice – Woman

Justice – Woman

Il lato rock 70’s di Audio, Video, Disco è meno rappresentato in Woman. E a onor del vero non se ne sente eccessiva mancanza. C’è invece un’aura pop psichedelica che s’insinua nel tessuto di natura disco. E così vien fuori che Woman (quanto a contenuti) riesce a mettersi quasi nel mezzo fra due dei bestsellers degli ultimi anni: Random Access Memories dei Daft Punk e Currents dei Tame Impala. Il disco è conciso, ma non in termini di minutaggio, piuttosto lo è per numero di tracce.

Nadàr Solo – Semplice

Nadàr Solo – Semplice

L’immaginario metaforico del disco diviene evidenza della realtà, semplice appunto, ma non per questo facile. La libertà e la maturità dell’album sta in questo: nel suo cogliere la complessità disarmante delle piccole cose, nel suo essere trasparente e diretto come l’immagine di copertina che, come un bimbo che nasce, un cuore che batte e una bomba che esplode, è un chiaro riflesso della vita vera.