Who Made Who – Knee Deep
i Whomadewho ci sanno fare, hanno una grande cultura musicale e talento nella composizione, e con questo disco si apprestano a lasciare un’impronta indelebile nel mondo dell’elettronica.
i Whomadewho ci sanno fare, hanno una grande cultura musicale e talento nella composizione, e con questo disco si apprestano a lasciare un’impronta indelebile nel mondo dell’elettronica.
Questo lavoro sicuramente mette in mostra una ricca dose d’espressività musicale, un trip o catàbasi, chiamatelo come vi pare, dalla forte intensità emotiva
World Record è un album di transizione per un gruppo che non è ancora pienamente consapevole delle proprie potenzialità
Un lavoro che riesce a mettere in nuova luce, e nel “nuovo” contesto del songwriting, sonorità e attitudini che ormai appartengono ad un passato non più tanto vicino, quello dei sonici anni 90.
Non è un lavoro raffinato, è un tentativo di innescare qualche meccanismo con degli elementi presi dal passato ma che non sono stati ancora adeguatamente sfruttati.
Torna dall’Eden il quintetto di Robin Pecknold, con una “sudata” seconda prova che fa intravedere nuovi orizzonti.
Un disco meritevole e discretamente originale, dunque, fermo restando che l’impressione a freddo è quella di un caleidoscopio abbacinante destinato ad appiattirsi in breve tempo su una tiepida monocromia.
Techno, goth, insutrial, tutto converge nel calderone ipnagogico di Cherish The Light Years con episodi anche davvero esaltanti
Chi legge l’album con la luminosità sbagliata, chi lo guarda da un angolo troppo defilato, cercando la sostanza profonda, non la trova, la sostanza adesso è in superficie…
Alla fine la migliore qualità che possiamo trovare in questo album è il fatto di essere ben inquadrato nel contesto storico/politico in cui ci troviamo e la descrizione di uno spaccato sociale che da un autore del genere non ci saremmo mai aspettati.
La cold\minimal\synth wave ricreata in vitro da Martial Canterel è gustosa quanto un sushi.
Sotto il vestito i Mariposa restano inconfondibilmente i Mariposa. Una band che cambia ad ogni giro per restare uguale a se stessa.
Un soffio magro ed un cuore grande che racconta i rimasugli di un’anima a brandelli
Popoli di un mondo di sabbia e cielo. Popoli che percepiscono la “forza” degli spazi, dell’orizzonte e della notte.
La riscoperta di un’indole di loner che esiste da sempre, ma che meglio si porta con un cappellaccio in testa e le mani impegnate solo sulla chitarra