Cristina Donà – Torno a casa a piedi
Una velata trasformazione questa per Cristina Donà, che mette insieme un disco che infonde da subito sensazioni di pace e calma
Una velata trasformazione questa per Cristina Donà, che mette insieme un disco che infonde da subito sensazioni di pace e calma
Un disco che si arrampica sui nostri neuroni come una rigogliosa edera, speriamo che continui ad intrufolarsi dentro così.
Un buon disco d’esordio che mette a frutto le capacità vocali e cantautorali della Calvi. Da eludere inappropriati ed eccessivi raffronti con Pj Harvey…
Un sorprendente caleidoscopio ultramoderno che ha preso forma ed ispirazione laddove la modernità è più immaginaria che reale
Si spera che dopo questa “gitarella” al largo, possano tornare coi piedi sulla terra ferma, ricercando, un po’ di più, le loro radici.
Il trio bergamasco alla loro opera quinta. Una crescita e un’ambizione che sono merce rara. Senza parole.
Istantanee dal tempo di crisi. Quattro punkettoni del tempo che fu aspirano allo status di classici
Se questo album nasce come la volontà massima di un gruppo giovane alla ricerca del proprio marchio di fabbrica, siamo distanti anni luce dal completamento della “missione”
I Trembling Blue Stars continuano a scrivere, in sordina, pagine memorabili dell’indie pop, e quest’ultimo disco è solo l’ennesima immolazione viscerale di un grande artista in punta di piedi
i 24 Grana si fanno produrre il loro sesto album dal mago delle produzioni ruvide e controcorrente, dal deus ex machina del rock dal suono scabro e abrasivo Mr. Steve Albini, e lo dividono classicamente in un lato A più ruvido ed un lato B più riflessivo.
Port Entropy è un luna park di emozioni delicate e sfuggenti in balia di spiritualità asiatica e dolce “pragmatismo” pop occidentale
Una melodia deragliata in un corpo tra il poetico e il plastico, ecco forse una possibile sintesi sia dell’opera che del simulacro ultimo di Nika.
Perdonate ai tre interpreti quell’aria leccatina da bravi ragazzi in procinto di salvare il mondo e avrete un album gradevole, apprezzabile soprattutto a patto che si tratti di una cosa estemporanea
Melodie più soavi e ritmiche più rotonde, danno al cuore nero uno sgargiante scheletro rosso, che protegge le ceneri dal soffio del tempo e insieme risalta pulsazioni vibranti come non mai.
Chissà quanta buona musica avrei potuto ascoltare al posto di questi 56 minuti di squallore.