Recensioni

Them Bulls – Them Bulls

Them Bulls – Them Bulls

Un approccio dal respiro internazionale quello messo in atto dai nostri, che con “We Must Live Up” ci raccontano delle loro potenziali progressioni future in ambito squisitamente Rock. La conclusiva “Just Another Please” riporta ancora all’Homme pensiero, ma questa volta – ricordate cosa combinò con gli Arctic Monkeys? –, dilatando i tempi e facendo scendere la penombra, forse sul Rancho De La Luna.

Trentemøller – Fixion

Trentemøller – Fixion

Fixion è un disco da assorbire lentamente, meno diretto rispetto ai suoi predecessori e molto più cerebrale di quanto si possa immaginare. È come una costellazione sonora di elegante romanticismo, buia malinconia, paura di perdersi per poi ritrovarsi nel freddo dei sintetizzatori. È un universo immaginario fatto di musica; è irreale quanto la realtà stessa.

Thom Sonny Green – High Anxiety

Thom Sonny Green – High Anxiety

E’ un continuo sprofondare e continuo risveglio di ricordi il disco di Thom Sonny Green, quasi come se ci sia una voluta indecisione di fondo nello scegliere la strada da percorrere, tra positività e successiva negazione della stessa, dove buio e la luce viaggiano paralleli durante l’ascolto per intrecciarsi e solo dopo ritornare sulle proprie strade d’origine.

Khompa – The Shape of Drums to Come

Khompa – The Shape of Drums to Come

Davide Compagnoni è riuscito a mettere davanti al palco uno strumento troppo spesso relegato dietro tutti gli altri componenti. The Shape of Drums to Come è quindi la prova che la tecnologia, unita a elementi tangibili (la batteria è acustica), può regalare risultati apprezzabili e diventare modello per stimolanti sperimentazioni future.

MoRkObOt – GoRgO

MoRkObOt – GoRgO

La conclusiva “GOROG” si aggiudica il primo premio, se non altro perché le ritmiche si dilatano e i bassi afferrano quegli attimi di respiro negati in precedenza, siglando ad ogni modo l’episodio più dark dell’intera raccolta, maiuscola per carità, ma forse non imprescindibile.

Angel Olsen – My Woman

Angel Olsen – My Woman

Angel Olsen non sperimenta come una Jenny Hval (“Intern” è cosa a sé). Eppure rende personale un territorio classico. Quel posto dove è facile fare conquiste estive ma dove pochi riescono a strappare i cuori (fino alle classifiche di dicembre).