Black Lips – Arabia Mountain
Questo è il disco dei Black Lips più riuscito dai tempi di Let it Bloom e farà la felicità di tutti coloro che amano un certo tipo di sonorità “vintage” o il semplice pop profumato di cantina riverniciata.
Questo è il disco dei Black Lips più riuscito dai tempi di Let it Bloom e farà la felicità di tutti coloro che amano un certo tipo di sonorità “vintage” o il semplice pop profumato di cantina riverniciata.
C’è da dire che Zach ha imparato a sfruttare il connotato esotico della sua musica per scatenare nei suoi ascoltatori le stesse emozioni che potrebbe offrire un’avventura in qualche posto sconosciuto, magari un’isola deserta, o una città inesplorata.
Un compendio di quanto di buono fatto fin qui. Come con il ‘disco del cammello’, solo più in grande
Questo dei Male Bonding piacerà non soltanto ai raffinati hypster attenti a rilevare ogni ultima tendenza, ma anche ai più audaci punk dello Stivale qualora decidessero di tirar fuori dalla stereo quella dannata cassetta dei Bad Religion.
Gli Across Tundras sono un viaggio nel deserto, un miscuglio di immagini e sonorità contrastanti, rappresentano l’essere da soli in mezzo ad una folla.
Aaron Jerome è così in grado di cristallizzare all’interno del disco una buone dose di verve espressiva fatta di ritmiche orecchiabili, variegate e disarmoniche, anche se non totalmente penetranti e immediate dal punto di vista empatico.
Questo nuovo di Malkmus si prende un sette che sarebbe un otto in un mondo migliore, un mondo dove correndo con le scarpe slacciate non si inciampa mai.
Non sono i Bauhaus; non sono i Dali’s Car; non è nemmeno il Peter Murphy dei precedenti lavori. È semplicemente un artista completo, preparato, abile e capace di realizzare un album che ha del trasgressivo nell’osare
Pop che incontra il post rock, con melodie sghembe ma interessati derivanti dal libro degli anni ’80 e ’90. Speriamo che abbiamo abbastanza coraggio da mettersi in discussone per il futuro
I Red Fang sono un gruppo che rende omaggio a tutta una storia, una band che incarna perfettamente lo Stoner-Sludge, una band che non si prende sul serio e che ama ciò che suona al mille per mille.
I brani di Canali continuano a essere il miglior commento sonoro possibile ai nostri giorni: questi o quelli di due, quattro, dieci, venti anni fa.
Sebbene i tempi non siano maturi per sancire la nascita di una nuova corrente musicale, a Kattner e compagni va dato il merito di essere riusciti a miscelare il rhythm and blues dei Penguins con l’art-punk di cui sono figli.
L’esordio della ‘dolce metà’ dei Fiery Furnaces conta dieci tracce scritte con la perizia del navigato autore di hit e l’autonomia artistica di chi sa che, tanto, in top ten non ci entrerà mai
I ragazzi di Frisco hanno saputo mantenere la loro idea artistica e riportarla avanti, senza escamotage fuori luogo, e continuando nel loro viaggio personale tra le porte della percezione.
New Brigade è un album dai risvolti anarcoidi e narcotici, celati da vibranti umori oscuri; un bell’esordio carico d’immediatezza e bravura.