Mirrors – Lights & Offerings
Nella marmaglia disordinata e spesso inconcludente di pop/alternative made in britain i Mirrors sono riusciti a fare un lavoro che si salva
Nella marmaglia disordinata e spesso inconcludente di pop/alternative made in britain i Mirrors sono riusciti a fare un lavoro che si salva
La band si conferma capace di rifarsi a una marea di gruppi anche molto diversi tra di loro e sottolinea come in 35 minuti sia difficile essere originali e per risultare brillanti ci vuole ben altro.
Niente sorprese, sound molto più radiofonico (nel senso cattivo del termine), niente particolarità di sorta: praticamente un disco eseguito da turnisti che ci mettono le mani ma non l’anima
Con questo appuntamento mensile vogliamo segnalarvi i report fotografici che facciamo ogni mese tramite le parole dei fotografi, le loro impressioni sul concerto e di com’è stato fotografare quel preciso evento. Check it out!
Il talento della band è assodato per la facilità con la quale mettono assieme vere e proprie hits ad ogni appuntamento, pezzi che, da soli, reggerebbero l’intero fatturato
Nell’attesa di ritrovare le buone intuizioni primarie per fare bridge con cose migliori lasciamo i nostri rurali a rimescolare le idee, sperando in una crescita esponenziale e per non ritrovarci ancora qui a disquisire bla bla bla su prodotti sonori “caricati a salve”.
Quattro chiacchere con Luca Castelli, il giornalista del Mucchio, esperto di multimedia e “padrino” degli scribacchini virtuali. Il futuro dell’editoria e della discografia, di fronte a un’Era Digitale che tarda ad arrivare.
Tutte le novità “Musical-Geek!” del mese, PlayButton, Moodstream, ecc… imperdibile per essere sempre oltre qualsiasi 2.0
Un autentico gioiello da custodire e, soprattutto, maneggiare con cura.
Aprile dolce dormire? L’orodiscopo arriva in vostro soccorso, ecco i dischi che vi accompagneranno in questo mese! Sveglia!!!
Freschi, sudati e punk. Lo specchio dei loro video. Instancabili, rapidi ed energici tengono la scena per un’ora e un quarto con solo due boccate d’aria e d’acqua da pochi secondi.
Una band che poteva insegnarci una lingua nuova e invece si è accontentata di parlarne tante, e tutte assieme.
Un viaggio notturno, un viaggio dentro diverse notti, ognuna delle quali ha una caratteristica e una suggestione precisa.
Un suono e un aggressività unica e irriproducibile, i Dodos hanno inventato la loro dimensione fatta di elementi semplici che insieme rendono la complessità dei presentimenti
Stavolta abbiamo interpellato il particolare pubblico di Vasco Brondi, adolescenti adoranti, professori che lo promuovono, e semplici curiosi un pò delusi.