Wovenhand – Ten Stones
Oltre ad una fantasia di copertina che ricorda la carta da parati di nonna Abelarda, c’è un altro aspetto in
Oltre ad una fantasia di copertina che ricorda la carta da parati di nonna Abelarda, c’è un altro aspetto in
L’epica Americana in mano agli indi(e)pendenti. Questa è l’ultima e, per una volta, ambiziosa sfida che ha imbarcato gruzzoli di
L’uscita di questo terzogenito dei Man Man richiama per molti aspetti l’esordio di un altro complesso (britannico, quello) di solo
Sarà bene provvedere a ritracciare i confini della Regione Abruzzo sulla nostra cartina dell’Italia in Musica: cosicché, in occasione del
“…Ovviamente e in ogni tempo, per i musicisti la vita non è mai stata un letto di rose, ma ascoltando
Tanta è la carne messa al fuoco da ‘Shine A Light’ , tali i nomi scomodati dall’attesa pellicola che manco
Della leggendaria simpatia di Manuel Agnelli, che ancora non ha messo piede alla Universal e già ti serve sul piatto
Per chi scrive – ma non soltanto – il ‘Road to Rouen’ con cui il terzetto inglese era stato capace
Quell’immaginario di grandi praterie color pastello e il loro manifesto “back to the sixties” – contro i “freddi algoritmi digitali”,
Il Suo Nome è di quelli tanto citati, invocati, profanati, chiamati in causa a sproposito e nominati invano che non
Da quel che ne dice il suo amico e più volte modello Bono Vox, Anton Corbijn “non fotografa semplicemente i
Un senso melodico spiccato, una capacità diabolica di farsi ricordare e riascoltare, un paio di arrangiamenti particolarmente azzeccati, un titolo
Non è mai stato semplice operare distinzioni fra vittime e carnefici nell’immaginario dei Baustelle: dallo scorso ‘La Malavita’, quando giocavano
Fra tutte, Bologna è la città italiana che meno soffre il complesso di inferiorità nei confronti della scena internazionale: per
Non c’è troppo pericolo di confondere i Black Mountain con i tanti gruppettini dediti al revival per motivi di moda e attitudine, non foss’altro per l’aspetto dei vancouveriani: neo-eremiti dalla barba lunga che sembrano sul serio aver passato gli ultimi vent’anni su una Montagna a riassettare le proprie collezioni di dischi (… pardon, vinili!) per poi scendere a valle ed orgogliosamente servirci il loro lavoro.