Roger Waters – The Wall live @ Stadio Olimpico di Roma, 28 luglio 2013
Uno spettacolo che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita, senza pensare al tempo che passa modificandone la sua percezione.
Uno spettacolo che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita, senza pensare al tempo che passa modificandone la sua percezione.
Perfetta sintesi Visivo/Olfattivo/Tattile/Musicale d’ispirazione Californiana: musiche d’altri tempi suonate con la maestria ed il nerbo giusto per uno spettacolo capace di cullarti e rinvigorirti senza soluzione di continuità. Concerto dell’estate per l’estate.
Ottimi Leftover, lucidi punk votati al messaggio più che ad una sguaiata dimostrazione di ribellione. Ottime le esecuzioni dei brani e grande l’energia degli irriducibili accorsi per l’evento. Menzione d’onore per la spalla inglese ‘Anti-Vigilante’, anch’essi aderenti ad un concetto di punk arricchito di fiati, ma dotati di maggior tiro Hardcore in diversi episodi.
ATTITUDINE E VISUAL E’ nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Verona che a distanza di pochi mesi torna in
Anche quest’anno tra le colline di Sassocorvaro ci siamo goduti musica, sapori, e tutto l’entusiasmo dei giovani organizzatori, che hanno di nuovo costruito il contenitore ideale della musica indie italiana
Il concerto dei Deerhunter è stato uno spettacolo striminzito, a presentazione di un album transitorio, eppure un gran concerto. Non oso immaginare cosa avrebbero potuto fare 3 anni fa.
I Korn confermano di essere un gruppo che merita di essere visto anche dai non amanti del genere, d’altronde sono per definizione un gruppo versatile che al suo interno ospita melodia, ritmo e ovviamente tanta rabbia, capaci di creare uno spettacolo sonoro e visivo di sicuro impatto.
In un anno come il 2013, che ha già visto sparire numerose colonne portanti della storia del rock, è stato fondamentale partecipare ad un live di questa portata. A 71 anni è doveroso approfittare di ogni singola occasione concessa per poter seguire quello che è uno spettacolo a tutti gli effetti: giochi di luci e proiezioni, che non hanno minimamente sovrastato il vero protagonista della serata, il ragazzetto (ormai cresciuto) partito dalla città di Liverpool
I grandi artisti sanno bene che esiste una dignità creativa che va rispettata senza cedere alle logiche del mercato. Se non si ha ispirazione si aspetta, per rispetto del futuro e per rispetto di un passato musicale che è stato superlativo dal punto di vista artistico ed emotivo. E serate come queste ne sono la dimostrazione.
Non ci avrei scommesso un penny, e di questo faccio pubblica ammenda, ma nel 2013, a distanza di quasi 20 anni dalla tragica dipartita di Kurt Cobain, i Mudhoney sono riusciti nella miracolosa impresa di resuscitare a Firenze, per una sola e indimenticabile notte, l’illusione della Seattle che fu.
Cala così il sipario su questa edizione 2013 del Primavera Sound, mentre l’immensa ruota panoramica posizionata tra il palco dell’ATP e l’Heineken continua dolcemente a girare e la luna piena alta nel cielo illumina i bagliori di questa ultima giornata di festival ormai giunta al termine.
Da un lato, una volta esploso, il geyser psichedelico dei Dead Skeletons colpisce il bersaglio, trascinandoci nella pestilenziale traversata che dai vulcani del Grande Nord conduce alle alture orientali, all’interno di un tempio buddista,
dall’altra forse, gli scheletri islandesi “marciano” un pò troppo su un immaginario che ancora non è sostenuto che da un solo album, eccellente certo, ma più “radicale che completo”. Sciamani veri o santoni millantatori?
Dopo il Tolstoj filtrato Apparat della scorsa settimana, Torino si addentra nella sintassi joyc-iana dei Liars, con l’intenzione di perdersi nei meandri delle architetture digitali del trio newyorkese, per quello che si preannunciava come l’evento di punta del (succulento) cartellone di live music targato Musica90.
Il secondo giorno del Primavera Sound è accompagnato sin da subito dallo sprigionarsi di un vento caustico su nuvole minacciose e freddo ostile che tuttavia non riesce a scalfire l’avido desiderio di musica di migliaia di presenti.
La giornata si preannuncia come la precedente fitta di live da Kurt Vile & The Violators a Dope Body, passando per Om, Shellac, The Jesus And Mary Chian, Neurosis, Swans, Goat e The Knife e fervente è l’attesa per il gruppo di punta di questo Day 2…i Blur.
Per un live di Peter Murphy non è come dicono gli Afterhours: dagli anni ’80 si esce vivi, e per fortuna con qualcosa (musicalmente) di davvero importante.