Recensioni

Nicolas Jaar – Sirens

Nicolas Jaar – Sirens

Nicolas Jaar è il prescelto del suo mondo, contaminato dall’elettronica e dall’abitudine a temi oramai ridondanti, in cui spesso si perde il senso del lavoro intimo della mente umana. Questo disco lascia la speranza che il nostro Neo riesca a liberare ed ampliare gli orizzonti – spesso stagnanti – di questo mondo musicale, ultimamente poco abituato alla diversità e che raramente si ferma ad esaminare quello che nella fattispecie risulti realmente influente.

The Pack A.D. – Positive Thinking

The Pack A.D. – Positive Thinking

Positive Thinking è invece il disco di reintegro all’interno del proprio contesto primigenio. Riemerge la grinta e con lei le distorsioni – all’inizio di “Anyway” riecheggia il riff di “Born to be Wild”. Il risultato non si discosta da quelli che sono gli standard di genere, ma il duo riesce comunque a far emergere la propria identità mediante l’urgenza d’approccio agli strumenti (chitarra e batteria) a cui accostano melodie vocali trascinanti come il ritornello di “So What”.

Metallica – Hardwired… To Self-Destruct

Metallica – Hardwired… To Self-Destruct

Forte anche di una produzione adeguata, capace di catturarne la furia live, “Hardwired… To Self-Destruct” manifesta grandi qualità: compresa quella di mettere in mostra una band capace saper invecchiare egregiamente – cosi come è stato per il precedente “Death Magnetic” (per certi versi: insuperato). Bicchiere mezzo vuoto? Bicchiere mezzo pieno! Per il resto: c’è tempo.

Sunday Morning – Let It Burn

Sunday Morning – Let It Burn

Un po’ più grandi i Sunday Morning lo sono diventati: ogni canzone del disco nuovo lo dimostra, non ci sono pezzi deboli, ma in compenso ci sono pezzi forti come “Plans”, con quel Rock che vira al Reggae senza imbastardirsi, o come “Little creatures”, il classico pezzo di atmosfera che troviamo buttato là, nel mezzo di brani più lineari come “Carry me home” o “I See The Sun (But It Doesn’t Shine For Me)”.

WrongOnYou – Mountain Man EP

WrongOnYou – Mountain Man EP

WrongOnYou ha ben chiara l’importanza della gavetta e non ne ha perso un passaggio: cresce il pubblico, cresce il progetto e crescono le gratificazioni. Mountain Man ha tutte le carte in regola per fare da prequel a qualcosa di importante, magari togliendo definitivamente la data di scadenza.

Klimt 1918 – “Sentimentale Jugend”

Klimt 1918 – “Sentimentale Jugend”

Un’immersione nella nebbia e nella desolazione che richiama il romanticismo dell’800. Un omaggio a Berlino e a tutto quel movimento tedesco che ha fin dagli albori ha ispirato i Klimt 1918. “Sentimentale Jugend” è una perla per appassionati di genere e un ascolto consigliato per chi sente il bisogno di osservare orizzonti urbani, cupi e solitari.

Justice – Woman

Justice – Woman

Il lato rock 70’s di Audio, Video, Disco è meno rappresentato in Woman. E a onor del vero non se ne sente eccessiva mancanza. C’è invece un’aura pop psichedelica che s’insinua nel tessuto di natura disco. E così vien fuori che Woman (quanto a contenuti) riesce a mettersi quasi nel mezzo fra due dei bestsellers degli ultimi anni: Random Access Memories dei Daft Punk e Currents dei Tame Impala. Il disco è conciso, ma non in termini di minutaggio, piuttosto lo è per numero di tracce.

Monsternaut – S/t

Monsternaut – S/t

Tutto spesso derivativo certo, con forti richiami a certe visioni che furono di Fu Manchu e Kyuss, ma fatto con potenza e rabbia. Il disco conserva infatti un sound selvaggio che rovente esplode nelle orecchie, ustionando l’ascolto. È il giusto veleno per raggiungere l’oblio uditi

Nadàr Solo – Semplice

Nadàr Solo – Semplice

L’immaginario metaforico del disco diviene evidenza della realtà, semplice appunto, ma non per questo facile. La libertà e la maturità dell’album sta in questo: nel suo cogliere la complessità disarmante delle piccole cose, nel suo essere trasparente e diretto come l’immagine di copertina che, come un bimbo che nasce, un cuore che batte e una bomba che esplode, è un chiaro riflesso della vita vera.

The Who – My Generation (Super Deluxe 5CD Box Set)

The Who – My Generation (Super Deluxe 5CD Box Set)

Ci sono dei momenti nella storia del mondo che hanno rappresentato degli snodi. E cioè quegli incroci per i quali il soffio del vento è improvvisamente virato. Così per la storia della musica Rock. My Generation ha rappresentato uno di questi: parliamo del primo album degli Who, datato 1965, qui uscito nell’ennesima versione deluxe ipertrofica, ma gonfia d’amore.

Meshuggah – The Violent Sleep Of Reason

Meshuggah – The Violent Sleep Of Reason

Al di là di ogni giudizio soggettivo, possiamo affermare con tranquillità che: se da un lato i Meshuggah targati 2016 nulla aggiungono a quanto già precedentemente proposto, dall’altro si sono saputi consolidare con intelligenza e dignità. Consolidamento che a conti fatti sembra non un limite personale ma quasi un dovere nei confronti di tutti gli appassionati che in 25 anni non hanno mai smesso di seguirli. E a conti fatti mai smetteranno.

Cat’s Eyes – Treasure House

Cat’s Eyes – Treasure House

I Cat’s Eyes ci avevano già abituato a queste sonorità, ma con Treasure House hanno compiuto un notevole salto di qualità e hanno dimostrato una maturità che mancava nell’omonimo album d’esordio. Tra echi disneyani, voci liriche, tastiere ipnotiche (“Names on the Mountains”) e cenni di chitarra, il duo ibrido ci trasporta in un film astratto, surreale, onirico.

Urfaust – Empty Space Meditation

Urfaust – Empty Space Meditation

Rispetto a tutte le novità e sperimentazioni degli ultimi dieci anni di black metal negli Urfaust c’è qualcosa di tutto ciò e allo stesso tempo qualcosa di tremendamente diverso, di immanente e che crea questa percezione di stare ascoltando qualcosa di ancestrale, di immanente e che è sempre esistito.

Liar Thief Bandit – Gun Shovel Alibi

Liar Thief Bandit – Gun Shovel Alibi

Malmo, Svezia, tre giovani poco più che ventenni percorrono la via dei padri. Una via compositiva che dai Seventies spazia fino al connubio – tanto caro in patria e non solo – messo in atto dalla band di Nick Royale, Gli Hellacopters. Punk e Hard Rock: Kiss, MC5 e Stooges. con l’intento di illuminare le menti di chi ancora nel 2016 non si è innamorato perdutamente di questo connubio dinamitardo.