Recensioni

Television – Marquee Moon

Television – Marquee Moon

Uno dei rilasci più eclatanti e influenti da cui attinsero a piene mani nei decenni successivi numerosi artisti. Gruppi come Joy Division, Meat Puppets, Sonic Youth, R.E.M, Pixies, Strokes, sono forti debitori verso le composizioni di Marquee Moon, timbrate con inchiostro indelebile nel firmamento degli album imprescindibili.

Dave Gahan & Soulsavers – Angels & Ghosts

Dave Gahan & Soulsavers – Angels & Ghosts

Per quanto trainante affascinante e solenne, la corretta collocazione della voce di Gahan è in un solo ed unico contesto; l’unico in cui davvero riesce ad esaltarsi e a dare timbro e credibilità alle tematiche che riesce a toccare e in cui riesce a trovare la completezza melodica che solo Martin Gore e Andy Flatcher riescono a fornire.

Sara Lov – Some Kind Of Champion

Sara Lov – Some Kind Of Champion

Some Kind Of Champion non è un album che riesce a lasciare un segno indelebile, ma la sua quiete pulita, a partire dalla produzione, dal sound e dalla voce sospesa della Lov, nonché la sua veste solare e al contempo malinconica, colpisce come la rifrazione di un occhio ormai maturo rivolto verso un ricordo lontano.

Disappears – Irreal

Disappears – Irreal

Un minutaggio rigorosamente anti-melodico che attinge a piene mani da una tradizione oscura ed eterea, potenziata da una corpulenta decostruzione alienante rispetto alla tracciabilità meccanica offerta dalla metrica contemporanea di A Place to Bury Strangers e The Soft Moon.

Olga Bell – Incitation

Olga Bell – Incitation

Riassumendo, se il primo album rasentava il capolavoro, suggerendoci l’immagine fuori fuoco, eppur vitale, di una matrioska dimessa, smontata, sviscerata, simbolo del distacco di tanti figli, o anche di una sola figlia, dalla terra d’origine, questo nuovo lavoro, inspiegabilmente, scende dal palco della diaspora per salire su quello del “Tale & Quale Show”.

Rover – Let It Glow

Rover – Let It Glow

Rover nei suoi nove mesi trascorsi scrivendo nelle notti blu sbattute su un piano elettrico CP-70 della Yamaha, recuperato in un viaggio verso la stessa Germania del poeta che abbiamo appena citato, torna a baciare il proprio eclettismo e ad accarezzarlo limitandone la schizofrenia.

Kode9 – Nothing

Kode9 – Nothing

L’assenza dell’uomo è il punto focale su cui ruota la nuova sfida che Kode9 sta affrontando attraverso la musica. L’irregolarità, le tracce che soffrono di un perenne assenteismo e una collocazione distante dai dancefloor, quanto dalla meditazione in cuffia, ne rappresentano la metrica.

Joanna Newsom – Divers

Joanna Newsom – Divers

Un lavoro che non eccelle solo per arrangiamenti e cura del suono – a tratti anche maniacali –, ma anche per la forza e il coraggio lirico che spingono Joanna Newsom a osare oltre i confini del fraseggio con una voce che frantuma i vetri e vola su alte frequenze con versi abbaglianti