Recensioni

Mai Mai Mai – Delta

Mai Mai Mai – Delta

Un viaggio, che si apre sotto i colpi di una tempesta capace di trascendere la furia degli elementi, evocando in maniera neanche troppo velata una sorta di big-bang, di genesi. Raccontandoci tanto della storia umana quanto della complessità interiore che da sempre la rappresenta. Il sole del mediterraneo, è qui uno stampo incandescente che riflette storie di vita passate, istantanee di sorrisi e rimpianti, sgretolati da un sequencer. Poi la notte prende il sopravvento, ridefinendo il concetto di ‘navigazione interiore’ come lo farebbe una macchina del tempo in avaria.

Container – Adhesive EP

Container – Adhesive EP

Un moniker che trova con ‘Adhesive’ il giusto equilibrio fra gli elementi. Parliamo di battiti assassini sporcati da intermittenze radioattive in un contesto ‘krauto’ – Glaze -, di motorik elettrificati in seno alla techno ‘Complex’, e cavalcate robotiche da 220 Volt ‘Adhesive’. La Liberation Technologies propone tre formati (Mp3/Flac/Vinile12″) uno dei quali da fare vostro assolutamente.

Ron Morelli – Periscope Blues

Ron Morelli – Periscope Blues

Storie di sconfitta insomma, di missioni fallite, d’isolamento e alienazione. Deserti da incubo edificati con pochi elementi, scarni, semplici, potenti, terrificanti, perfetti. Morelli, esce dal dance floor definitivamente, scegliendo di raccontare l’abbandono, lo fa con 8 tracce per la Hospital Production.

Donato Epiro – Fiume Nero

Donato Epiro – Fiume Nero

Ne sgorga fuori un fiume di acque sporche, di sensazioni inquiete, di notti malvagie popolate da divinità pagane. Sullo sfondo, jungle magiche che si animano al calar del sole, pratiche voodoo ed acquitrini popolati dalle mutazioni più selvagge ed oscure. Tutto viene immerso in un paesaggio sinistro, liquido, velenoso, ritualistico: capace di porre in primo piano la pericolosità della natura selvaggia, adoperandola come monito alla razza umana.

La Piramide Di Sangue – Sette

La Piramide Di Sangue – Sette

Suoni e odori, colori mediorientali che si mescolano fra industrie automobilistiche e musei, che osservano le splendide vallate di confine con stupore. Sette movimenti evocativi, avvicendano scorribande teutoniche a basi riflessive per muezzin e addomesticatori di serpenti.

Go!Zilla – Grabbing a Crocodile

Go!Zilla – Grabbing a Crocodile

Grabbing a crocodile è un esordio al fulmicotone per i Go!Zilla, fatto di un’energia e potenza devastante, dallo spirito genuinamente rock’n’roll ma dalla matrice sinistramente oscura e sciamanica. Un concentrato variegato di “Acid Psychedelic Punk” come si definiscono loro: il duo toscano ha tutte le potenzialità per continuare a far parlare bene di sè

Lana Del Rey – Ultraviolence

Lana Del Rey – Ultraviolence

La sensazione destabilizzante di trovarsi d’accordo con un articolo de Il Giornale in cui Lana viene definita “gattamorta nichilista” fa venir voglia di approfondire la questione, di mettere per un attimo da parte il discorso “si va be’ ma questa è finta, c’ha il padre ammanicato etc” e guardare il fenomeno del Rey senza disgusti preconcetti.

Woman’s Hour – Conversations

Woman’s Hour – Conversations

Fondamentale è il concetto di ritmo – Our Love Has No Rythm – sia questo quello giusto o quello sbagliato: una unbroken sequence di azioni che porta ad una stabilità basata sulla sofferenza, raccontata sulle note di un heartbreaking synth-pop. Conversations, ispira la gratitudine di un rifugio benevolo, consola senza fare domande. La stessa sensazione di dolce oblio che si prova nel mettere la testa sotto il piumone, nelle fredde domeniche mattina d’inverno.

Nun – Nun

Nun – Nun

Insomma, ottimi per la serata a volume altissimo, così così quando l’ascolto vorrebbe farsi più privato. Però a risentire per bene gli spettri di Subway e le dissonanze misurate di Uri Geller si può anche cambiare un po’ idea. I Nun sono più di quel che presentano nel biglietto da visita di una copertina urbana in bianco e nero.