Recensioni

Sick Tamburo – Senza Vergogna

Sick Tamburo – Senza Vergogna

Senza vergogna, quindi, dev’essere anche l’ascoltatore ideale di questo disco, immune agli snobismi di cui un suono talmente semplice e diretto è vittima inevitabile. Al di là di ogni speculazione rimane una serie di pezzi che parla chiaro fin da subito, che colpisce in pieno il bersaglio oppure lo manca miseramente. E in questo, no, non c’è alcuna vergogna.

Bud Spencer Blues Explosion – BSB3

Bud Spencer Blues Explosion – BSB3

Il terzo disco dei Bud Spencer Blues Explosion conferma il grande valore del duo Viterbini-Petulicchio, restituendoci al contempo una band più consapevole e affilata. BSB3 riesce contemporaneamente a catturare l’energia dei loro show e a donare finalmente consistenza e compattezza anche ai brani in studio: un punto di svolta convincente verso sonorità più stoner e potenti per dei BSBE più in forma che mai.

Tuxedomoon – Pink Narcissus

Tuxedomoon – Pink Narcissus

Calza come un guanto sulle scene, senza mai prendere il sopravvento, accompagnando lo spettatore attraverso il sogno in modo garbato, gentile, adattando la musica all’immagine, cosicchè l’atmosfera onirica si propaghi a tutti i sensi in modo ipnotico e totale.
Una pellicola che è Arte, una colonna sonora che è Capolavoro, un mix che infine da i brividi. Tuxedomoon come Re Mida: ciò che toccano, diventa oro.

Paul Weller – More Modern Classics

Paul Weller – More Modern Classics

I diciotto album della sua produzione solista lo hanno confermato come uno dei migliori artisti capaci davvero di cogliere nuove opportunità e sempre con lo sguardo verso le freschezze stilistiche, senza mai venire meno a se stesso. L’album si compone dei successi maggiori della seconda parte della sua carriera solista, da “He’s the keeper”, “It’s written in the stars”, “Wishing on a star”, a “Push ita long”, “From the floorboards up” a “The attic”.

Tom Vek – Luck

Tom Vek – Luck

Tra le sue mani e sotto le lenti dei suoi occhialini, questi miseri ingredienti consentono che il miracolo ogni volta, inesorabile, si compia. E il terzo disco della serie è pienamente all’altezza degli altri. Sherman (Animals In The Jungle) è il primo singolo ma come al solito ce ne sarebbero a manciate di pezzi per promuovere degnamente il disco. Capisco il suo imbarazzo quando deve fare una scelta lì in mezzo.

The Gluts – Warsaw

The Gluts – Warsaw

Rimane il fascino di alcune trovate come il mixaggio londinese di James Aparicio (Liars, Spiritualized) e la predilezione del formato vinile personalizzato+digitale, e ovviamente la potenza dei brani migliori: il singolo ‘Please Be Patient With Your Dad’, con il suo riff martellante e la batteria in continua evoluzione, e ‘Ice Man’, dove il basso rutilante la fa da padrone. “The loudest band in Milan”, come qualcuno li ha definiti, è sulla buona strada, ma forse dovrebbe provare a dimenticarsene.

We Have Band – Movements

We Have Band – Movements

L’approccio è meno danzante ma questo vuole anche dire che lo spettro d’immagini che si sviluppano è bello ampio. Anche se i tre non hanno voglia di spingersi nella zona del martello disarticolato delle vecchie Oh! e We Came Out, ci danno in pasto cose come Heart Jump e Modulate e sembra tornato il piacere di suonare.

Winter Severity Index – Slanting Ray

Winter Severity Index – Slanting Ray

Un dolce planar fra le nebulose intarsiate anni or sono da Robert Smith, qui elettrizzate, rese ‘femmina’ dai vocalizzi a là Siouxsie / Nico; montate in un circuito che ricorda quelli di moda nell’industrial Italiano degli Eighties. Tutto qui, oggi, e chi prova a parlare di ‘retromania’ rischia grosso, grossissimo.

Archive – Axiom

Archive – Axiom

Come da titolo un assioma senza possibilità di replica, un’allegoria di musica e immagini, un viaggio che porta a scappare da qualcosa o da qualcuno in un mondo dove si è sempre in pericolo, dove si è sempre osservati, nel quale l’umanità appare inerme e soggiogata. Ed è forse il suono stesso a condurre verso una qualche forma di redenzione e catarsi.

Wovenhand – Refractory Obdurate

Wovenhand – Refractory Obdurate

Un monolite che nasce dal profondo, volgendo lo sguardo verso percezioni nascoste, verso un’umanità abitata da moderni Nativi d’America; un incantesimo che prende vita da oscurità amene, meditazione e istinto, “forza vitale sciamanica” in un mondo enigmatico, oltre lo spazio e il tempo.

EMA – The Future’s Void

EMA – The Future’s Void

La schiera degli oppositori al pop di plastica e i critici del culto dell’immagine si assottiglia sempre più: dunque il carisma e la qualità artistica di EMA non possono che essere un faro nella nebbia per tutti gli scontenti che ancora non si arrendono all’idea di musica da supermercato.