Suede – A New Morning

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Qualcuno fermi i Suede, anche con la violenza se necessario. Non ne posso davvero più di sentire una delle migliori band di brit ridursi a fare il verso a sè stessi, in un tripudio di archi e voci languide, con Brett Anderson che fa sempre più “er piacione”, ammicante, sdolcinato come pochi e supportato da una band che sembra aver perso il suo genio creativo, la capacità di essere graffiante e delicata allo stesso tempo. Che fine hanno fatto i Suede dei primi ani 90? quegli eroi romantici persi tra l’abbandono e la malinconia, paladini di un new romantic dannato e un po’ ribelle, col loro style eterni combattenti pur sapendo di essere già eterni sconfitti? Dimenticateveli, Anderson e co. adesso sono più spensierati e menefreghisti che mai e liquidando con un velato “chissene” tutta la loro immagine e il loro background si lanciano a cantare la positività, la bellezza del mondo, la rugiada sulle piante e gli uccellini che cantano. Se proprio volessimo lasciarci ingannare potremmo chiudere gli occhi, e immaginare di sentire i Duran Duran che si ripetono nel loro Wedding Album, ma la magia c’è solo in Lost In Tv. La verità è che da Coming Up i Suede sono andati sulla coverizzazione di loro stessi, basta sentire la chitarra di Beautiful Loser, che ricalca Filmstar e Morning che ricorda nei cori Saturday Night. Ma siccome una brutta copia già l’abbiamo subita con Headmusic questa volta non la si fa passare liscia. E si bolla l’album come “anonimo e noioso”.E già mi sembra di sentire Bernard Butler all’orizzonte che sghignazza come un matto…