Nosound – Sol29

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Entrare in contatto con l’arte di Giancarlo Erra e dei suoi Nosound è stata senz’altro una delle sorprese più gradite e stimolanti di questo inizio 2005. Dopo avervi recentemente parlato del sensazionale promo, eccoci qui a presentarvi “Sol 29”, esordio ufficiale del progetto del musicista romano, resoconto degli sforzi creativi che Giancarlo ha conosciuto nell’arco degli ultimi 2 anni e che si sono materializzati in un’ affascinante opera che offre personalissime combinazioni tra elettro-ambient, space rock e certe forme di rock psichedelico moderno. Già il notevole promo aveva evidenziato le notevoli capacità compositive del nostro, ma in questo “Sol 29” si respira un’ aria maggiormente coesa, un nastro d’argento che lega musicalmente i brani attraverso un climax mozzafiato, fatto di ambientazioni soffuse, sonorità ai limite dell’immaginazione onirica, forti di crescendo emotivi che faranno la felicità di chi ha trovato risposte importanti nella musica di Brian Eno, Porcupine Tree e Pink Floyd soprattutto. Queste ultime sono dritte essenzialmente indicative dello stile di Nosound, fornite col mero scopo di tracciare delle coordinate immediatamente comprensibili, poiché la musica di Giancarlo è in realtà molto di più, è ben forte nella proposta personale, nel tentativo di dire qualcosa di significativo in un panorama storicamente pigro come quello italiano. Ma ciò che forse sorprende maggiormente è l’incredibile abilità dell’artista, che attraverso una proposta colta e ricercata rende facilmente fruibili le emozioni più sopraffine.
Agli straordinari brani che componevano il promo si aggiungono la bellissima “The moment she knew”, nove minuti di emozioni, incanto allo stato puro, una chitarra che si perde in placide visioni, subito impreziosita da colori dal vago sapore settantiano in un contesto sonoro che comunque vive un sorprendente modernismo. I successivi momenti del brano ci portano nuovamente a scomodare i Porcupine Tree più evocativi, attraverso sonorità a volte lancinanti ma al contempo sospese tra sogno e purezza, che potrebbero arrivare da orizzonti nascosti per comunicarci malinconia, agitazione, estasi, movimento. Non è da meno la delicatezza di “Overloaded”, in cui una linea vocale davvero azzeccata si distende su una chitarra acustica sorniona, ben presto scivolata su di un mellotron che aumenta di non poco la carica drammatica del brano, a metà tra una suadente ballata acustica notturna e interessanti tentativi di dinamismo ritmico ben evidenziati nel bellissimo ritornello. Le emozioni non finiscono qui, si passa attraverso le già conosciute “Idle End”, uno splendido esempio di delicatissimo space rock contaminato da elettronica e accenni squisitamente psichedelici, e “Hope for the Future”, straordinaria nel suo incedere intimo e ipnotico. Chiude questo bellissimo album la title track, composizione dove Nosound mette in mostra tutta la sua abilità in contesti ambient, attraverso tastiere sovrapposte che dipingono paesaggi altrimenti difficilmente immaginabili.
Dunque un esordio straordinario, una prova esemplare di come si possano coniugare sperimentazione e coraggio compositivo attraverso una proposta che non rinuncia alle emozioni. Senza la sensibilità artistica di Giancarlo sinceramente ci sentiremmo meno ricchi dentro; quello che è riuscito a fare questo giovane musicista nostrano è qualcosa che avremmo invidiato a ben più note compagini. “Sol 29” è un’ emozione irrinunciabile, un viaggio attraverso l’ anima e la mente che ha del sorprendente e talvolta pure del miracoloso. Inevitabile l’assuefazione dopo pochi ascolti. Quantomeno delittuoso lasciare che tutto questo passi inosservato.