Plasma Expander – Plasma Expander

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Si tende spesso a dimenticare che il post rock, prima di essere momento di superamento degli schemi musicali dell’epoca, fu anche una delle più importanti spinte rock di inizio anni novanta. Al di là di intellettualizzazioni di sorta, formazioni come le compagini di Louisville non furono altro che classiche ri-configurazioni chitarra-basso-batteria dedite ad un linguaggio che, nelle sue fondamenta, nell’assetto e nell’attitudine era pur sempre onestissimo rock. I Plasma Expander sono qui a ricordarcelo: l’assetto noise della chitarra baritona di Podda incontra i detriti degli intrecci di Fabio Cerina, chitarra di Bron Y Aur che non disdegna affatto di dipingere taluni viaggi stellari e rocciosi di gente tipo 35007 pre-‘Liquid’ e On Trial. Ne escono fuori sette tracce furiose assemblate con ogni declinazione – e posa mascolina e coatta – possibile degli anni novanta (la doppietta Iodine (John Wayne/Arapoglu è lì a testimoniare un campo di suono che tocca deserto, passa per la calma di Louisville, si diverte col pogo e finisce in Detroit), una sorta Radian/June Of 44 con il faccione da tamarro di Dave Navarro che riportano a terra (come se già, in maniera diversa, non ci avesse già pensato Rosolina Mar) in modo divertente e divertito parte del “post” e “dell’alternative” degli ultimi anni.