Of Monsters And Men @ Teatro Obihall (Firenze) – 10 novembre 2015

Firenze ama l’Islanda.

No, non è una di quelle incisioni o dichiarazioni che potreste trovare imperiture sulla corteccia di un albero sul Lungarno o effimere su ghiacciai islandesi – ammesso che sia d’usanza tra i giovani dirsi “t’amo” – “Eg elska thig”, una di quelle poche frasi in islandese che in molti iersera avrebbero voluto sapere – e soprattutto farlo romanticamente distesi su un ghiacciaio, magari dolcemente “spiati” da una pulcinella di mare e una volpe polare.

“Firenze ama l’Islanda” è ciò che un Teatro Obihall strapieno, felice e danzante ha gridato al vento dall’inizio alla fine del concerto, accogliendo di cuore gli Of Monsters And Men nella loro unica data italiana in questo tour autunno/inverno dopo l’uscita del secondo album.

Cover your crystal eyes
And let your colours bleed
and blend with mine

Ci sono testi come “Beneath the Skin” che ti entrano dentro con leggerezza, ci sono note che fanno da legante come indispensabili molecole d’emoglobina musicale, ma soprattutto ci sono luci -un plauso al tecnico- affinché ogni cosa sia illuminata appropriatamente e infine un affiatamento tale tra ognuno di loro da coinvolgersi e coinvolgerci a vicenda.
Che Firenze abbia amato gli Of Monsters And Men s’è capito e si spera che lo abbia fatto anche chi di dovere, in una scena -quella fiorentina- che si scopre sempre più assetata di questa musica e questi concerti.

Swallow my breath
And take what is mine
I’m giving you all

I’ll be the blood
If you’ll be the bones

di Bernardo Baluganti