Esben and The Witch – Violet Cries
Violet cries è un “buon rito d’iniziazione” per gli Esben and The Witch, che si avvale di una calibrata inconsistenza e di ritmiche cariche di una forte energia immaginifica
Violet cries è un “buon rito d’iniziazione” per gli Esben and The Witch, che si avvale di una calibrata inconsistenza e di ritmiche cariche di una forte energia immaginifica
Jack White e Dan Auerbach si spartiscono il racket delle southern ladies. Al primo toccano le vecchie glorie, al secondo le donzelle di belle promesse. Sembrerebbe che Auerbach abbia avuto la meglio da tutti i punti i vista ma…
E’ un disco pregno di uno spirito avvincente ed avventuroso, geniale nel gestire una varietà di sfumature tenendo ben fermo il timone della composizione
Se siete nostalgici del metal e dell’hard rock anni ‘80 avete due possibilità: rubare l’auto di ritorno al futuro e tornare indietro di trent’anni oppure ascoltare l’ultimo lavoro degli americani Jag Panzer
Una band che poteva insegnarci una lingua nuova e invece si è accontentata di parlarne tante, e tutte assieme.
Un’esordienza illuminante, il suo rastrellare la musica contemporanea per renderla musica della contemporaneità e il modo in cui si mimetizza in essa, ne fanno a mio parere una album cruciale
Che lo si definisca neocountry, country apocalittico o con qualche altro astruso quanto futile neologismo, “Cult Of Youth” allarga la frontiera del roots sound Usa
Un suono e un aggressività unica e irriproducibile, i Dodos hanno inventato la loro dimensione fatta di elementi semplici che insieme rendono la complessità dei presentimenti
Lupus in fabula…e in copertina. In questi tempi bui tornano i vecchi Banditi, e danno all’hip-hop italico un paio di lezioni.
I Duran Duran non sanno dove andare. Non hanno una visione chiara di questo “nuovo futuro” ed allora è probabile che si rieclisseranno nel presente. E pochissime rivorranno risposare Simon Le Bon, ora come ora sono divorzi a fare notizia.
Nell’arte a volte serve anche la capacità di auto-imporsi dei limiti, soprattutto se le possibilità che si hanno nella propria faretra sono immense
Cervantine si accosta a quel detto fumigante che declama “un altro mondo è possibile”, dove gli indici delle due metà del globo si toccano come in una nuova “creazione laica”. Disco da pedigree.
I C.O.B. non deludono le aspettative, Relentless Reckless Forever è un lavoro cattivo e spietato come è nel loro stile.
I Deerhoof danno il loro contributo al collage sulla schizofrenia post-moderna…
Un disco brutto e noioso per una band che non riesce ad essere nemmeno valida quanto la somma delle parti, visti i progetti collaterali dei membri tutti molto più sfiziosi