Date at Midnight – “Songs to Fall and Forget”
“Songs to Fall and Forget” dei Date at Midnight è un buon disco. Riesce a trasmettere chiaramente la propria anima, trasportandoci in un mondo oscuro.
“Songs to Fall and Forget” dei Date at Midnight è un buon disco. Riesce a trasmettere chiaramente la propria anima, trasportandoci in un mondo oscuro.
Non è semplice giungere ad una conclusione, ma “tirando le somme” potremmo dire che la compilation si presta al neofita che vuole approcciare ad una materia che in seguito andrà approfondita.
In The Mountain Will Fall è il presente che ti assorbe con le sue gelide ombre sonore, nell’attesa di cadere dalla montagna edificata dal suo stesso creatore.
Un’approccio strafottente, sudicio, sperimentatore, che nel 1989 partorisce, nella beata incoscienza, una guida ragionata al crossover.
Qui gli Swans sfoggiano una maestria compositiva forse, e sottolineiamo “forse”, mai mostrata prima. Ma servono tempo e pazienza, per immergersi in questo nuovo incubo rurale, in quest’ennesima metamorfosi, in questo gotico americano che non è mai stato così dilatato, così spaziale, così “progressive”.
Alison Mosshart e Jamie Hince si spogliano del connubio garage-punk/Blues, e a indicarlo è soprattutto un meno accentuato utilizzo di quelle chitarre elettriche, da sempre un loro tratto distintivo.
Nonostante gli anni e i cambiamenti nella carriera di Bowie, Ziggy è rimasto per sempre nei nostri cuori, fra gli album imprescindibili degli anni ’70.
Atmosfere notturne di un mare che aumenta di fascino dopo il tramonto del sole […] da questo momento si dà il via alla trilogia sintetica degli anni’80; l’insolito, affascinante erotico lato oscuro del Dub, l’unico che sia mai riuscito a coprire il sole jamaicano.
Anche se Hooker non c’è più, la necessità di riascoltarlo sta lì a dimostrare come le radici siano molto ma molto solide; proprio come la pianta che è nata da esse, proprio come questo disco. Antico e moderno nello stesso istante. Come il Blues.
Parliamo di una band che al di là di qualche critica ha avuto e continua ad avere tanti estimatori che non gli negano ancora oggi gli omaggi dovuti a distanza di anni. A dimostrazione che anche nella musica leggera è dalla semplicità che nascono le cose migliori.
Dopo Violator i Depeche Mode entrano di prepotenza, e meritatamente, nell’olimpo dello Star System musicale. vendendo oltre 15 milioni di copie in tutto il mondo ed ispirando tonnellate di band fra cui i grandi Pet Shop Boys, come in seguito dichiarerà Neil Tennant. Buy or die.
I Kraftwerk con “Trans-Europe Express” diedero vita a un piccolo gioiello, ed è incredibile il modo in cui quest’album unisce in sé tradizione e avanguardia
Possiamo quindi ascoltare “Kilimanjaro” consapevoli di avere nello stereo un album fondamentale, non una semplice meteora nel panorama di genere.
Tempo di edizioni deluxe per la Robotic Empire Records. Dopo aver messo a segno il terzo tributo ai Nirvana (ogni album dei leggendari di Seattle reinterpretato da diverse band post-hardcore) decide di ristampare in edizione lussuosa in doppio vinile di una storica compilation dei Pig Destroyer.
Una fotografia, “Pink Moon”, della solitudine esistenziale di quest’uomo con in braccio una chitarra, per l’ultima volta seduto negli studi della Island, a cantare la sua misantropia, il suo pessimismo cosmico.